Comunicare significa esistere, risaltare nella mente del consumatore/cliente.
In tempi di crisi, quando la lotta per mantenere le proprie fette di mercato si fa durissima, le aziende, paradossalmente, tagliano proprio le spese in comunicazione e marketing.
La mente del consumatore è labile ed esserci all’interno non è un’impresa facile.
Prima bisogna entrarci e poi rimanerci, lottare con tutti gli altri competitors che cercano continuamente di prendere il sopravvento.
La comunicazione è l’arma che le aziende hanno per combattere questa battaglia, una battaglia che di questi tempi è più agguerrita che mai.
In Italia, purtroppo, le Piccole e Medie Imprese, la spina dorsale della nostra economia, ancora non hanno compreso questo concetto o l’hanno recepito in parte e spesso male.
La prova più lampante è il crollo del mercato pubblicitario tradizionale (Tv, Radio, Affissioni) e la timida crescita della pubblicità on line, specialmente sui social network. Pubblicità poco costosa e che garantisce una presenza limitata nella mente del consumatore. (fonte LeoEconomia)
Le PMI dovrebbero prendere esempio dalle grandi multinazionali. Aziende come Coca Cola, BMW, Mercedes e tante altre, nonostante le forti contrazioni delle vendite e, in alcuni casi, la perdita di fette di mercato, continuano ad investire in pubblicità.
Lo scopo è quello di contenere le perdite e di mantenere una posizione stabile nella mente del consumatore.
Investire in pubblicità in tempo di crisi è due volte conveniente: sia perchè i costi son più bassi, sia perchè i competitors, specialmente in Italia, non lo fanno. Un atteggiamento che in molti casi ha portato a clamorosi fallimenti di aziende storiche e prestigiose.
Lo sa bene l’IKEA, unica multinazionale che in questo
momento di crisi economica chiude i bilanci in attivo, guadagna fette di mercato, investe in tecnologia e nuove aperture, ma soprattutto in comunicazione.
Il Modello IKEA è la dimostrazione lampante che una sapiente gestione della comunicazione dell’azienda trasforma la crisi economica in opportunità.
Ma in cosa consiste?
Fin dalla sua nascita, Ingvar Kemporad, il fondatore del gruppo IKEA, ha sempre puntato alla riduzione degli sprechi in ogni punto della filiera, dalla produzione, alla progettazione degli store e persino nelle procedure di vendita.
Questo lavoro di ottimizzazione, ha avuto uno sprint decisivo allo scoppio della crisi e ha permesso al colosso svedese di ridurre i costi di gestione e, in un primo tempo, di assorbire il calo delle vendite.
Il continuo battage pubblicitario, gli investimenti in nuovi prodotti e in nuovi punti vendita (In Italia il più recente store IKEA ha aperto a Pisa), ha creato l’inversione di tendenza e soprattutto ha letteralmente steso i competitors, arroccati sulle loro posizioni e svaniti dalla mente dei consumatori.
Keynes ci insegna che l’unica possibilità di uscire da un periodo di crisi è l’investimento, il mettere in modo una spirale monetaria che progressivamente crei lavori, risvegli l’economia e favorisca ulteriori investimenti.
Perchè non iniziare proprio dalla comunicazione e dal marketing?






