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Dario | 22 febbraio 2006
Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not – Arctic Monkeys
Pompati all’inverosimile dalla stampa inglese e da migliaia di fan che, con certosina precisione hanno sparso per la rete decine di canzoni, gli Arctic Monkeys appaiono come l’ennesimo fenomeno mediatico generato da un sapiente uso di internet e dei mezzi di comunicazione in genere. La giovane band di Sheffield si è così ritrovata coperta di gloria molto tempo prima dell’esordio discografico, appunto "Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not".
Cosa dire di questo album? Al primo ascolto la certezza che gli Arctic Monkeys siano solo un fenomeno costruito dai media si rivela in tutta la sua drammaticità. Per carità il disco è godibilissimo e scivola via che è un piacere, ma ha un retrogusto di già sentito e per certi versi di artefatto (vedesi certe schitarrate ritoccate per suonare grezze). Le canzoni si susseguono rapide e in men che non si dica si esauriscono, lasciando nella testa qualche ritornello e qualche bel riff.
Quindi un disco che non leva e non toglie nulla, che ha l’indubbio pregio di trasmettere un che di sbarazzino, che trasuda di semplicità e di quell’ingenuità tipica dei teenagers carichi di entusiasmo. Un bel disco di rock&roll e nulla più.
Solo il tempo e il secondo album ci daranno un’idea dello spessore di questi ragazzi o se invece gli arctic monkeys passeranno alla storia come l’ennesia "one hit wonder" band.
Consigliato ai "nuovisti" del rock e a coloro che vogliono svagarsi ascoltando dei simpatici ragazzi che parlano della loro vita quotidiana
Peace&Love for All







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