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Dario | 28 maggio 2007Pillole di Messinesità
Dario | 24 maggio 2007Mi è capitato oggi di disquisire con un mio caro concittadino,anche lui emigrato a Torino per atavica carenza di prospettive, di Messina e delle ultime novità. Il discorso è caduto subito su quelle che secondo il concittadino in questione sono le due grandi novità del momento: Un mega parcheggio sotterraneo sotto Villa Dante e il Polo Oncologico del Papardo. Confesserò che le mie appendici testicolari son precipitate sonoramente in terra. Se queste sono novità incredibili…Di parcheggio sotterraneo se ne parla da quand’ero bambino, ma ancora non si è visto nulla. Il Polo Oncologico una volta era uno dei vanti di Messina, almeno fino a quando l’hanno chiuso una decina di anni fa senza un motivo vero e proprio, salvo riaprirlo, senza un motivo vero e proprio, ai giorni nostri spacciandolo come una novità assoluta. Dinnanzi a tutto questo non posso fare altro che pensare a quanta verità sia contenuta nelle parole di due scrittori siciliani come Tomasi di Lampedusa e Sciascia. La loro Sicilia è quanto di più reale ci possa essere, è il ritratto dell’immobilismo totale nascosto da finte innovazioni. Messina è forse l’emblema di questo immobilismo. Una città che assomiglia sempre di più alla Dublino di Dubliners, una città immobile involuta dentro se stessa. Messina è proprio così, un qualcosa di aleatorio, una creatura che sopravvive, una città dove sono tutti bravi a fare "Conferenze dei Servizi", "Incontri Preliminare", "Valutazioni progettuali" ma di fatti, di opere neanche a parlarne. Lungi da me far sfociare questo discorso in ambito politico, mi sento da un lato profondamente deluso ma dall’altro mi sento un siciliano che ha deciso di "muoversi" non solo in senso fisico, ma anche morale, intellettuale e fattuale..
E infine siccome sono in vena di intellettualismi chiudo con una bellissima frase che contiene tanta verità…
"Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno
gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e
pecore continueremo a crederci il sale della terra"
Nobili Saluti dal Principe di Salina e da me medesimo…
Dico o non DiCo
Dario | 23 maggio 2007Ecco il mio pensiero sui Dico…tratto dal forum www.messinalab.it
Beh si sa quando si fa una manifestazione fortemente ideologica si
tende sempre a pompare un pò il numero dei partecipanti prendendo un pò
il senso della realtà…ma che ci vogliamo fare è tutto asservito alla
bella macchina della propaganda…Mi fanno pena persone come berlusconi
e casini sul palco,che urlano alla folla plaudente il primato della
famiglia, proprio loro che hanno un divorzio a testa alle spalle.Basta
solo quest’immagine per chiarire l’ipocrisia del family day. I signori
della chiesa cattolica detto volgarmente si stanno "cacando nelle
mutande". Si appigliano al matrimonio, all’idea di famiglia
tradizionale come dei disperati appesi ad una fune. Questo la dice
lunga sul fatto che dietro il family day non c’è nessuna morale
cattolica, ma solo il timore di perdere quel "controllo" sui fedeli che
la formula della vecchia famiglia tradizionale consente.Secondo me il
problema dei Dico non ha niente a che fare con la morale,ma semmai è un
problema economico.La nascita di una nuova figura giuridica legata ai
rapporti personali tra due persone, stravolgerebbe il diritto di
famiglia e tutte quelle norme che lo regolano.Non essendo un tecnico
non so entrare meglio nei particolari. Volendo banalizzare un pò il
tutto si potrebbe dire che i Dico concendono dei diritti particolari a
chi non ne ha e come la storia c’insegna chi detiene l’autorità (In
Italia lo Stato e la Chiesa Cattolica)sono sempre resti a concedere dei
diritti. Se la chiesa cattolica fosse veramente forte non avrebbe
problemi ad affrontare il problema Dico,lascerebbe ai propri fedeli la
scelta nella convinzione che il fedele preferirà sempre il matrimonio
cattolico ad una convivenza ratificata da una legge dello stato.
Ogni commento,tranne quelli basati su argomentazioni dogmatiche sono bene accetti
Incontri ravvicinati di strano tipo…
Dario | 22 maggio 2007Era un volto familiare…stava appoggiata svogliatamente contro l’obliteratrice del 15 e delle strane appendici scure le pendevano dalle orecchie…credo cuffie…per il resto sembrava uscita da un romanzo di William Gibson. Piercing vari e assortiti costellavano il suo corpo,in particolare le orecchie che erano traforate da strane spillette multicolor che un pò spezzavano il nero dell’abbigliamento. Nero il toppino di finto pizzo, nera la giacchetta estiva che giaceva abbandonata calata sulle braccia, nero il reggiseno, neri i pantaloni di cotone, leggermente rovinati e nere le mutande che s’intravedevano dai pantaloni tenuti, come la moda impone, a vita bassissima. Fin qui il quadro di una normalissima ragazza mix trendy\alternativo…se non fosse stato per qualche piccolo e poco vistoso particolare: Occhiale da sole dalla montatura trasparente color nero a stelline occupante 3\4 di viso, una strana "collana" composta da un grosso fascio di fibre ottiche intrecciate con rame il tutto dentro un tubo di plastica trasparente, grande collezione di anelli dalle forme più strane, da draghi fiammeggianti a crocifissi rovesciati fino a qualche pentacolo buttali per caso, un bracciale credo d’acciaio occupante metà avambraccio condito da fili elettrici, spille da balia e strani fregi dal significato ignoto ed infine un’ampia scelta di tatuaggi tribali che tempestavano le braccia e le mani…







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