Dico o non DiCo
Dario | 23 maggio 2007Ecco il mio pensiero sui Dico…tratto dal forum www.messinalab.it
Beh si sa quando si fa una manifestazione fortemente ideologica si
tende sempre a pompare un pò il numero dei partecipanti prendendo un pò
il senso della realtà…ma che ci vogliamo fare è tutto asservito alla
bella macchina della propaganda…Mi fanno pena persone come berlusconi
e casini sul palco,che urlano alla folla plaudente il primato della
famiglia, proprio loro che hanno un divorzio a testa alle spalle.Basta
solo quest’immagine per chiarire l’ipocrisia del family day. I signori
della chiesa cattolica detto volgarmente si stanno "cacando nelle
mutande". Si appigliano al matrimonio, all’idea di famiglia
tradizionale come dei disperati appesi ad una fune. Questo la dice
lunga sul fatto che dietro il family day non c’è nessuna morale
cattolica, ma solo il timore di perdere quel "controllo" sui fedeli che
la formula della vecchia famiglia tradizionale consente.Secondo me il
problema dei Dico non ha niente a che fare con la morale,ma semmai è un
problema economico.La nascita di una nuova figura giuridica legata ai
rapporti personali tra due persone, stravolgerebbe il diritto di
famiglia e tutte quelle norme che lo regolano.Non essendo un tecnico
non so entrare meglio nei particolari. Volendo banalizzare un pò il
tutto si potrebbe dire che i Dico concendono dei diritti particolari a
chi non ne ha e come la storia c’insegna chi detiene l’autorità (In
Italia lo Stato e la Chiesa Cattolica)sono sempre resti a concedere dei
diritti. Se la chiesa cattolica fosse veramente forte non avrebbe
problemi ad affrontare il problema Dico,lascerebbe ai propri fedeli la
scelta nella convinzione che il fedele preferirà sempre il matrimonio
cattolico ad una convivenza ratificata da una legge dello stato.
Ogni commento,tranne quelli basati su argomentazioni dogmatiche sono bene accetti







i dico non sono nient'altro che un riconoscimento delle coppie
Alessia | 23 maggio 2007