Pillole di Messinesità
Dario | 24 maggio 2007Mi è capitato oggi di disquisire con un mio caro concittadino,anche lui emigrato a Torino per atavica carenza di prospettive, di Messina e delle ultime novità. Il discorso è caduto subito su quelle che secondo il concittadino in questione sono le due grandi novità del momento: Un mega parcheggio sotterraneo sotto Villa Dante e il Polo Oncologico del Papardo. Confesserò che le mie appendici testicolari son precipitate sonoramente in terra. Se queste sono novità incredibili…Di parcheggio sotterraneo se ne parla da quand’ero bambino, ma ancora non si è visto nulla. Il Polo Oncologico una volta era uno dei vanti di Messina, almeno fino a quando l’hanno chiuso una decina di anni fa senza un motivo vero e proprio, salvo riaprirlo, senza un motivo vero e proprio, ai giorni nostri spacciandolo come una novità assoluta. Dinnanzi a tutto questo non posso fare altro che pensare a quanta verità sia contenuta nelle parole di due scrittori siciliani come Tomasi di Lampedusa e Sciascia. La loro Sicilia è quanto di più reale ci possa essere, è il ritratto dell’immobilismo totale nascosto da finte innovazioni. Messina è forse l’emblema di questo immobilismo. Una città che assomiglia sempre di più alla Dublino di Dubliners, una città immobile involuta dentro se stessa. Messina è proprio così, un qualcosa di aleatorio, una creatura che sopravvive, una città dove sono tutti bravi a fare "Conferenze dei Servizi", "Incontri Preliminare", "Valutazioni progettuali" ma di fatti, di opere neanche a parlarne. Lungi da me far sfociare questo discorso in ambito politico, mi sento da un lato profondamente deluso ma dall’altro mi sento un siciliano che ha deciso di "muoversi" non solo in senso fisico, ma anche morale, intellettuale e fattuale..
E infine siccome sono in vena di intellettualismi chiudo con una bellissima frase che contiene tanta verità…
"Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno
gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e
pecore continueremo a crederci il sale della terra"
Nobili Saluti dal Principe di Salina e da me medesimo…







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