Enrage
Dario | 3 agosto 2007Rieccomi dopo una lunga pausa, causa ritorno in Sicilia, a scrivere su queste pagine
Ad interrompere questo silenzio sono però,purtroppo,parole cariche di amarezza
Dopo un’accesa discussione con mia madre oggi pomeriggio ho (spero) finalmente capito due cose fondamentali
Il compromesso, la terza via, sono solo illusioni filosofiche, in realtà non esistono. La terza via è il solo modo per scontentare entrambe le parti nel tentativo di accontentarle. E’ triste o forse scioccante ma il conciliare le esigenze di due o più persone oltre ad essere complesso è mortificante, anzi deleterio, uno sforzo inutile che non vale la pena fare. Qualcuno potrebbe dirmi che sono uno scemo a pensarla così, ma tra due o più persone preferisco accontentarne almeno una prendendo una decisione netta piuttosto che ricorrere a strade alternative col rischio di combinare pasticci.
A questa più o meno profonda riflessione è legata la seconda cosa che ho capito questo pomeriggio. Mi sono accorto, finalmente, di avere da sempre totalmente sbagliato "modus vivendi".
Ho sempre voluto che le persone attorno fossero felici, anche e soprattutto grazie a me. Per raggiungere questo scopo spesso ho anche sacrificato le mie esigenze personali pur di regalare un sorriso a qualcun altro ma ho capito, e forse avrei dovuto capirlo tempo fa, che non ne vale la pena. Nell’egoistico modo di fare dell’uomo un simile atteggiamento, oltre a favorire i cosidetti "approfittatori opportunisti", quasi mai viene ripagato o quanto meno apprezzato. Mi sono stancato di dover spostare i miei "paletti" per far felici gli altri quando vedo che gli altri sono disposti neanche a prendere in considerazione l’idea. Raramente ho pensato alla mia felicità personale nell’errata convinzione che anche io potessi trarre gioia dagli altri. In passato ho anche costruito nella mia mente l’illusione di essere felice grazie agli altri, ma mi sbagliavo, era tutto sbagliato.
Una persona una volta mi disse "L’unica persona che veramente ti vuole bene sei tu stesso", all’epoca l’avevo giudicata una frase profondamente egoista, ora credo che vi sia un fondamento di verità. Ora mi sono veramente scocciato, ma questo non vuol dire che diventerò un bastardo cinico egoista, assolutamente no, non ci riuscieri neanche volendolo. D’ora in poi cercherò di fare sempre quello che "IO" voglio e non ciò che gli altri vogliono da me e sarò disposto a mettere in discussione le mie volontà solo se ne varrà veramente la pena.
E se a causa di questo mio cambiamento le persone intorno a me non saranno più felici come prima mi limiterò a dire "Fanculo ora è venuto il mio turno di essere felice"







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