Il lavoro nobilità l’uomo…e lo priva del tempo libero
Dario | 4 Ottobre 2007Giorni duri per ora…
Il lavoro mi ha rubato via tempo ed energie con tutte le conseguenze che questo comporta.
A quanto pare in ufficio qualcuno mi vuole male e si è sbizzarrito,rifilandomi tutti gli incarichi più gravosi e lunghi.
In questa settimana sono stato nientepopòdimenoche, in via Celeste Negarville(chi era costui? da dove è uscito?), nel quartiere di mirafiori sud, piena periferia neo industriale composta da affascinanti condomini di 10 pieni dai colori sgargianti che sorgono tutti uguali, combinandosi in varie forme geometriche, nei pressi dell’omonimo stabilimento Fiat. Tempo di percorrenza: Da piazza Castello circa 45 minuti traffico permettendo. Su quel bus hai la percezione dell’immensità e della grandezza di Torino. Imbocchi via Sacchi,che diventa poi Corso Turati, che a sua volta diventa Corso Unione Sovietica, passando attraverso
panorami diversi. Passi attraverso gli edifici umbertini, alle moderne costruzioni del centro, sfiori le eleganti ville della crocetta per poi immergerti nell’infinito stabilimento di Mirafiori..
Oggi son finito a palazzo del lavoro, sempre Torino sud, ma spostato verso il Po, nel quartiere Lingotto. A parte il tragitto, alquanto noioso che si snoda sempre uguale da Porta Nuova fino a piazza Bengasi a colpirmi e il palazzo del lavoro in sè. Sicuramente quando fu inagurato, in occasione dell’esposizione di Italia 61, era una gran bell’opera di ingegneria (Progettato da Nervi) ma oggi, che ospita solo qualche aula della facoltà di economia, è uno spettacolo avvilente. Un guscio, un’immenso agglomerato di acciaio consumato dalla ruggine che abbraccia il vuoto. Quell’enorma quadrato grande 25000 metri quadri è totalmente vuoto e cade letteralmente a pezzi. Quel senso di immensità unito al senso di desolazione che quell’edificio riesce ad emanare mi ha quasi commosso…
E anche stasera sono rientrato a casa nel mio bel quartierino accogliente alle 8 di sera, stanco e a pezzi…







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