Blue Moment
Dario | 25 Ottobre 2007Sono un pò triste o forse dovrei dire commosso o forse non so dire cosa sento dentro in questo momento…
Oggi a lezione il professore ci ha fatto vedere alcune scene di uno dei capolavori del cinema neorealista italiano "Umberto D" di Vittorio De Sica. U film che parla della terribile ma dignotosa solitudine di un uomo, Umberto Domenico Ferrari, solo al mondo, circondato da un’umanità egoista e vuota incapace di compassione o di un gesto che vada oltre la mera formalità. La storia di Umberto durante il film si dipana tra i vicoli e le piazze di Roma,vari personaggi incrociano il suo cammino,gente comune,poliziotti,ex colleghi di lavoro,ma tutti sono come brevi apparazioni,quasi sprazzi di una luce opaca nella vita del protagonista che rimane sempre solo avviluppato nella sua solitudine e nei suoi problemi.Unico essere vivente capace di mostrargli affetto e di riscaldare il freddo della vita di Umberto e il suo cagnolino Flick vero e unico compagno nei pellegrinaggi del protagonista. Ed è proprio nella scena finale che il cagnolino ricopre un ruolo fondamentale,è questa scena che mi ha profondamente turbato,commosso quasi fino alla lacrime(e se non fossi stato in aula credo che avrei pianto).
Nell’ultima scema Umberto è in un parco, solo, il piccolo Flick sembra averlo abbandonato per restare a giocare con dei bambini.La disperazione nel volto del protagonista è struggente,privato del suo unico amico inizia a camminare con passo confuso,disperato,senza meta fino ad un infilarsi sotto un ponticello li vicino ed è lì che Flick lo trova qualche secondo dopo.La riconciliazione tra i due però assumete toni drammatici. Approfittando della distrazione del casellante del vicino passaggio a livello,Umberto si dirige verso i binari con il piccolo cagnolino in braccio. Quest’ultimo all’avvicinarsi del treno in corsa,inizia a guaire disperato e fugge dalle braccia di Umberto che,distratto dal cagnolino,non riesce a mettere in atto il suo tentato suicidio.Umberto ripresosi dallo shock cerca di riprendere il cagnolino che gli sfugge diffidente.Il riavvicinamento è graduale, Umberto cerca goffamente di recuperare la fiduca di Flick con gesti affettuosi,vagamente velati di disperazione,prima con i gesti poi con una pigna.Il finale triste e amaro lascia però spazio ad una tenue speranza.La scena finale vede i due,Umberto e Flick, allontanarsi dalla macchina da preso,diretti verso l’orizzonte,giocando con una pigna,facendosi compagnia a vicenda.
Un film è sempre un film, un’opera di fiction potranno dire molti, ma questo film, questa scena mi ha angosciato, mi ha ricordato che dietro una persona qualunque che incrociamo durante le nostre giornate si può nascondere una dolorosa tragedia, che il mondo è pieno di Umberti D, che alla fine, siamo soli nelle nostre scarne vite.







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