Parole in libertà
Dario | 18 dicembre 2007"…Siamo qui,io e lei,su questa nave sgangherata che ci sta riportando a casa.Io e lei,come nei film romantici,a guardare il tramonto attaccati alla ringhiera cigolante. Ma la sua mano non cerca la mia, però so che mi vuole bene,i suoi occhi non cercano i miei ma so che li dentro quelle belle pupille castane c’è qualcosa,un sentimento strano nei miei confronti. Ed io che la guardo e guardo il sole, penso che le voglio bene,penso che quello che ci è successo è strano ma neanche io cerco la sua mano o riesco a guardarla neglio occhi.
Perchè? Perchè siamo due porcospini che si cercano, ci avviciniamo e ci trafiggiamo,ci allontaniamo e silenziosamente ci guardiamo negli occhii e non possiamo fare a meno di avvicinarci.Ma a quale distanza? A quale distanza dobbiamo stare per non soffrire le ferite dei nostri aculei o il dolore della lontananza? Difficile dirlo,forse impossibile saperlo. So che mi farà soffrire ed io farò soffrire lei, volontariamente o involontariamente, ma è inevitabile, io e lei siamo fatti così…"







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