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Imitazione di Max Aub..

Dario | 21 gennaio 2008

Sono sempre stata una segretaria modello. Puntuale, paziente, rigorosa con tutti, colleghi e studenti. Per vent’anni, dietro quel vetro sporco ho risposto a tutte le domande degli studenti, dalle più intelligenti alle più insulse. Ma un giorno ho perso la pazienza. Un giorno caotico dove, per motivi a me sconosciuti mi sono trovata dietro l’unico sportello aperto. Davanti a me una matricola del primo anno e dietro di lei un lungo serpentone di studenti che attendevano impazienti. La sciocchina aveva dimenticato di compilare i moduli di iscrizione e aveva impiegato mezz’ora del mio tempo per riuscire nell’impresa. Al momento di passarmi quei due fogli di carta, "strap", uno strappo fatale. "Non è che potrebbe darmi un altro modulo per caso?". Mi chiese lei con un sorriso patetico. Mi abbassai fingendo di prendere il foglio di carta, presi dalla borsa la semiautomatica che porto sempre con me e "bang", un colpo in mezzo agli occhi. Da quella distanza non potevo sbagliare. "Qualcun’altro vuole un modulo?" chiesi con voce pacata ai ragazzi in fila. Tutti fuggirono urlando.

Non è accaduto proprio questo oggi in segreteria,ma ho temuto seriamente per la mia incolumità…

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Sono stato condannato…ma non per mafia…quindi non mi dimetto!!!

Dario | 19 gennaio 2008
Ho scoperto ieri sera,leggendo i giornali ma soprattutto leggendo le dichiarazioni di Totò Cuffaro e dei suoi sostenitori, che il reato di favoreggiamento in Italia è stato formalmente depenalizzato. Acchidenti non lo sapevo, se un giorno ricoprirò una posizione di potere farò bene a ricordarlo. Ad ogni modo la vicenda Cuffaro travalica ogni limite di decenza politica,civile e morale. Un Governatore di una regione dovrebbe quanto meno dimettersi se condannato per favoreggiamento, ma il nostro Totò "vasa vasa" non ritiene sia il caso visto che il suo reato è "solo" favoreggiamento semplice senza l’aggravante mafiosa. Un reato quello commesso da Cuffaro che implica una condanna a 5 anni di reclusione e L’INTERDIZIONE DAI PUBBLICI UFFICI che tradotto in soldoni implicherebbe la sua decadenza dalla carica.
Ma siamo in Italia e le condanne di primo grado si sa contano quanto il due mazze con briscola a coppa. Siamo un paese che ha ormai smarrito da un pezzo la decenza,il senso dello stato e il rispetto verso le istituzioni e soprattutto verso i cittadini ai quali appartiene la sovranità(Articolo 1  della costituzione). Abbiamo parlamentari condannati in via definitiva per svariati reati che ancora siedono in parlamento e ci rappresentano,abbiamo un governatore siciliano che rifiuta di dimettersi nonostante una tribunale della repubblica lo abbia condannato, abbiamo istituzioni che ormai stanno al di sopra della legge nell’ignavia dei cittadini e nella compiacenza dell’INTERA CLASSE politica nessuno escluso. Siamo una repubblica ormai lacerata, dove istituzioni e cittadini percorrono strade diverse, dove il cittadino non si scandalizza se in parlamento si fa compravendita di parlamentari e dove i responsabili del tutto rimangono impuniti.
Da uno stato così è meglio fuggire…
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Storie Italiane
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Leoni per Agnelli

Dario | 15 gennaio 2008
« Mai visti leoni di tal fatta comandati da agnelli. »
E’ questa la frase chiave che da il titolo al nuovo film di Robert Redford. Leoni per Agnelli non è un film di guerra,anche se parla di guerra è un film che narra due dialoghi che si svolgono contemporaneamente in due parti di diverse degli odierni Stati Uniti. A Washington il giovane rampante senatore Irving(Tom Cruise) illustra in esclusivaalla navigata giornalista tv Janine Roth (Merryl Streep) i nuovi piani per affrontare la guerra in Afghanistan, in California Stephen Malley(Robert Redford) docente di filosofia politica incalza il suo più promettente allievo a svegliarsi,a far qualcosa per il suo paese,a non lasciarsi travolgere dall’apatia. Ad unire questi due intensi dialoghi le drammatiche immagini di due ranger dell’esercito americano in Afghanistan,due ex allievi del professor Malley che affrontano sulla loro pelle le conseguenze delle proprie scelte.Le tre direttrici narrative si incastrano e si alternano sullo schermo con precisione millimetrica,i due dialoghi sono incalzanti,in certi momenti quasi tarantiniani.Robert Redford ci offre così uno spaccato degli Stati Uniti odierni,contrapponendo la pragmatica della politca incarnata dal senatore Irving all’idealismo di derivazione sessantottina del professor Malley,ed in mezzo i due militari, vittime simboliche di entrambi gli atteggiamenti,delle scelte del governo e delle idee di impegno di civile del loro mentore all’università. Entrambi i protagonisti hanno un interlocutore da convincere,una morale da affermare,una dicotomia che insanabile condannata a rimanere tale dal montaggio del film.
Un film denso,intellettuale a tratti pesanti ma che sa coinvolgere lo spettatore.Redford con la sua dicotomia non risparmia critiche a nessuno,nè alla stampa troppo remissiva nei confronti di un potere mentitore,nè nei confronti delle ideologie qualunquiste del giovane studente,simbolo della gioventù americana,che trascura gli studi,l’impegno civile e la sua stessa intelligenza dietro le frivolezze. Il finale piomba sullo spettatore come una mannaia,improvviso,un finale aperto,che non dà risposte,e che apre una finestra sull futuro degli Stati Uniti.
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Recensioni
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E’ una strana,brutta e sporca storia…parte 2a

Dario | 13 gennaio 2008
Novità e aggiornamenti sulla brutta storia dei rifiuti campani.I nostri governanti hanno pensato bene di non risolvere il problema cronico ma solo la sua manifestazione acuta,in questo caso i rifiuti depositati da tempo immemore lungo le strade. Infatti le altre regioni italiane, secondo il nuovo decreto governativo,dovranno accogliere le migliaia di tonnellate di rifiuti. Ma se fossimo in una nazione normale,formatasi attraverso una naturale genesi storica, un simile provvedimento non scatenerebbe le polemiche che in questi giorni stanno affollando le prime pagine dei giornali. In Sardegna l’esercito è dovuto intervenire per far effetuare regolarmente lo scaricamente della nave che trasportava i rifiuti,ha dovuto scortare i camion verso la discarica e ha dovuto pattugliare la discarica stessa e la villa del governatore Soru che ha solo commesso,per la popolazione sarda,l’incoscienza di accogliere i rifiuti di un’altra regione. Ed è proprio questo il punto! L’Italia non è mai diventata lo stato unitario di cui oggi ci vantiamo, non esiste lontanamente un sentimento di solidarietà nazionale, ma solo tanti piccoli interessi regionali che confliggono l’uno con l’altro. Un cittadino qualunque di questo nostro paese si sente prima Siciliano,Piemontese,Lombardo e poi eventualmente Italiano.
Sotto le insegne di una bandiera tricolore in realtà si nascondono ancora il Regno delle Due Sicilie,Il Regno di Sardegna o il Granducato di Toscana.
In tutto questo schifo,l’unica nota positiva è che per un pò i campani potranno di nuovo godersi le loro strade senza dover attraversare catene montuose di immondizia
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Parole in libertà
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Amico Fragile

Dario | 12 gennaio 2008

Amico fragile – Fabrizio De Andrè

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi"
per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo , "Mi ricordo"
per osservarvi affittare un chilo d’erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità;
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi
ero molto più curioso di voi.

E poi sospeso tra i vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta"

E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

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