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8 Marzo

Dario | 9 marzo 2008
8 marzo "Giornata internazionale della donna", da anni ormai diventata per tutti la "festa della donna".
Al giorno d’oggi questa ricorrenza è diventata una buona occasione per le più bieche speculazioni. Si va dai dolcetti alle famose mimose vendute in tutti gli angoli della strada fino alle serata a tema "only woman" caratterizzate da speccatoli per sole donne, spogliarelli maschili e goliardia facile e sessista. Queste cose non mi sconvolgono più di tanto, semmai mi indignano. Il motivo è semplice e non ha nessuna motivazione sessista o maschilista.
Ogni otto marzo si specula su una tragedia, si festeggia una tragedia avvenuta tanti anni prima, una cosa che poche persone forse conoscono.
La stessa data, l’otto marzo, è fittizia in quanto nasce da un falso storico. L’otto marzo sarebbe la data di un grave incidente industriale avvenuto presso una non ben precisata industria Cotton. L’evento creato ad arte nel 1910 da alcuni giornali vicini al Partito Comunista Sovietico non è mai accaduto, è stato un semplice escamotage per dare una dignità ahimè fittizia ad una consuetudine, la festa della donna appunto, che si stava sempre più diffondendo.
In realtà la "Giornata internazionale della donna" commera un altro evento, avvenuto realmente a New York, non l’otto marzo ma bensì il 25 del 1911.
Si tratta del "famoso" incendio della Triangle Shirtwaist Company, il più grave incidente industriale della storia della città americana. Nell’incendio, causato dalle scarse condizioni di sicurezza dello stabilimento, perirono 148 persone per la maggior parte donne di origine italia e est europea, rimaste chiuse all’interno dei laboratori di lavorazione. Una strage che ebbe una dinamica assurda, che non ebbe conseguenze degne di rilievo per i proprietari dell’azienda e che si concluse con una beffa per le famiglie delle vittime che ricevettero come risarcimento solo 75 dollari.
Questi sono i fatti storici accertati, ma quante delle ragazze che l’otto marzo sono in giro a far casino conoscono la vera storia?
Per coloro che volessero approfondire la storia ecco alcuni link:
http://www.ilr.cornell.edu/trianglefire/
http://www.tempi.it/archivio_dett.aspx?idarchivio=2368
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Riflessioni e Pensieri
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5 risposte

Ragazzi! Guardate che io la penso  (quasi) esattamente come voi.. e

Dani | 12 marzo 2008
Ragazzi!
Guardate che io la penso  (quasi) esattamente come voi.. e forse non mi sono spiegata bene..
Quello che volevo dire è che PURTROPPO ha ragione Clà quando dice che viviamo in un mondo " più che maschilista"  e sono perfettamente a conoscenza della violenza fisica ma anche psichica che tante donne affrontano quotidianamente, come d’altra parte sono al corrente di come molte culture abbiamo un’idea svilente della donna.. Però, quello che forse non sono riuscita a chiarire nel mio precedente intervento, è che il mondo, a mio avviso, si sta muovendo: ovunque vedo fiorire movimenti a favore dei diritti  delle donne ( anche nei paesi musulmani e questo per chiunque conosca un po’di Islam sa quanto sia rivoluzionario), vedo donne che sicuramente con il triplo della fatica degli uomini iniziano ad avere carriere felici, vedo donne che hanno imparato ad essere indipendenti per non  parlare poi di molte ragazze che conosco: universitarie di successo, determinate ( spesso più dei maschietti) e decise a non farsi "mettere i piedi in testa" da nessuno… Forse tutto questo ci sembra scontato, ovvio, ma io non credo che sia così. Sono convinta che un po’alla volta le cose stanno cambiando e lo stanno facendo le donne. Le donne, che come volevo spiegare nel mio commento, vivono e combattono ogni giorno. Chi più e chi meno. Chi consapevolmente e chi no. Probabilmente sono solo un’inguaribile ottimista a cui piace guardare il lato roseo della situazione ma credo davvero che valga la pena di festeggiare ogni più piccolo, anche se impercettibile, cambiamento ( perchè lo sappiamo quanta fatica costa)… Continuando a rimboccarsi le maniche ovviamente!
Ps:  detto ciò credo che la strada sia ancora tutta in salita, basti pensare che c’è ancora qualche cretino che crede legittimo abrogare la 194, come d’altra parte auspica la nostra carissima Chiesa ( tutt’altro che femminista…)

No Dani tranquilla, non sono snob nè voglio sminuire la

Il Conte Darìus | 10 marzo 2008

No Dani tranquilla, non sono snob nè voglio sminuire la ricorrenza. I miei strali semmai si scagliano contro quelle donne, o ragazze, che vivono questa festa come una serata dove far baldoria, vedere qualche chiappa maschile nuda etc. Di ragazze così,specialmente nella generazione dopo la nostra, ne è pieno il mondo. Lungi da me il desiderio di generalizzare e anzi stimo le persone come te e tua madre che trovano e vivono questa festa con lo spirito giusto. Purtroppo la tendenza è quella di considerare la festa della donna alla stregua del san valentino di altre feste esclusivamente consumistiche. Per questo ho scritto questo intervento, ho voluto ricordare le radici storiche di una festa, radici che spesso si smarriscono. Come dite te e Cla c’è tanto lavoro da fare e che bisogna completare l’opera intrapresa tanti anni fa, ma ahimè servirebbero più Daniele e Cla e meno venticinquenni che si straziano perchè non sanno dove andare a ballare l’otto marzo.

Dani, la storia di tua madre è molto bella, è

cla | 10 marzo 2008
Dani, la storia di tua madre è molto bella, è stata una donna capace, senza dubbio.
Ma non per questo dobbiamo scordarci che ogni giorno milioni di donne vengono maltrattate, violentate, sfruttate da un mondo più che ma maschilista… Trovo che ci sia BEN POCO da festeggiare, semmai c’è da rimboccarsi le maniche e riprendere le attività che le signore di trent’anni fa hanno abbandonato. Ci sarebbe da festeggiare se oggi nessuno mettesse in discussione la legge 194, se le donne lavoratrici avessero lo stesso trattamento sul posto di impiego; ci sarebbe da festeggiare se avessimo una classe dirigente composta da donne e uomini in egual misura.
E invece, stiamo sempre qui col nostro mazzolino di mimosa in mano, ogni anno, ad illuderci che "dobbiamo festeggiare".
Io penso invece che ci dobbiamo dare una smossa, non basta una pizza con le amiche.

secondo me è una festa ridicola. punto.

Alessia | 10 marzo 2008
secondo me è una festa ridicola. punto.

..anche tu dario? ti accodi al corteo snob che si

Dani | 10 marzo 2008
..anche tu dario? ti accodi al corteo snob che si riduce a considerare questa festa come una semplice serataccia tra donne frustrate?
allora voglio raccontarti come l’ho sempre vissuta io  e come la vivono più o meno consciamente tante venticinquenni!
forse molte di noi non sanno tutta la storia, più o meno vera, che è dietro all’8 marzo ma molte di noi hanno madri che quella rivoluzione l’hanno fatta e la fanno ogni giorno sulla propria pelle.. Io festeggio ogni anno con le mie amiche e lo faccio perchè festeggio mia madre e quelle come lei. Mia mamma, figlia di genitori calabresi è arrivata in Val d’Aosta che era una ragazzina e ha dovuto presto adattarsi a vivere un altro modo di essere donna, qui le donne sono storicamete molto emancipate, lavorano da sempre e non vivono certo relegate a "angeli del focolare" come nell’ideale di mio nonno prima e mio padre dopo avrebbe dovuto essere… non l’ho mai sentita fare una scenata, mai l’ho vista arrabbiarsi con mio padre o rivendicare qualche diritto.. l’ho sempre vista sorridente e dolcissima cambiare le carte in tavola!
Ricordo che da piccini io e i miei fratelli MASCHI avevamo esattamente gli stessi doveri in casa, dividevamo equamente le "fatiche domestiche" prima di andare a giocare e cosi se un giorno toccava a me lucidare i pavimenti quello dopo toccava ad uno dei miei fratrelli ad esempio! Ed ecco il primo grande risultato di mia mamma: i maschietti di casa sanno fare tutto dal letto alle tagliatelle fatte a mano con il sugo di capra… E ti assicuro che la convivente di Raffa, uno dei due fratelli, ringrazia ogni giorno mia madre. Mia mamma ( e tante sue coetanee) ha capito che per cambiare la vita di noi donne serve cominciare dalle fondamenta. E cosi si è impegnata a portare avanti una generazione maschile diversa, più rispettosa e collaborativa con la donna di casa.. 
Ricordo le mie prime uscite serali, le battaglie adolescenziali con mio padre che non lo diceva ma che aveva una paura fottuta di lasciare che la sua figliA(!) uscisse sola di casa… Ricordo quanto parlavo con mia madre, ricordo che sentivo una profonda complicità femminile anche se non dichiarata.. e ricordo come mio padre fosse più ragionevole sulle mie richieste dopo aver parlato con mamma.. Non ti dico che ho subito lo stesso trattamento dei miei fratelli, ti assicuro che ho dovuto combattere ma che mia mamma, l’ho sempre saputo, era dalla mia parte nonostante la sua gioventù fatta di privazioni.
Ricordo anche una donna, una casalinga senza studi, che è stata capace di reinventarsi. Si divideva tra figli da accudire, casa da mandare avanti e contabilità di mio padre da gestire ma si è data da fare per  trovare la sua strada: si è ritagliata il tempo per frequentare una scuola per sarte e modelliste, ricordo i vestiti che ci faceva, ricordo mio padre che la guardava orgoglioso perchè era la più brava di tutte. Lo guardo anche ora mio padre e lo ammiro perchè ha capito di avere al fianco una donna forte e l’ha appoggiata fino in fondo, anche rinunciando ai suoi cari vecchi privilegi (nb: ora il pavimento lo lucida anche lui). Ora mia madre conduce con sua sorella un’avviatissima sartoria e ti assicuro che è stato un traguardo che le costa ogni giorno mille sacrifici. Mia madre anche ora che lavora continua a condurre la casa e a essere l’anima della famiglia… Lei mi ha insegnato che una donna se vuole può! Può superare le resistenze maschili, può lavorare, fare la casalinga  ed essere un’ottima moglie e madre..
Per tutte queste donne che fanno parte della generazione che ci ha precedute credo valga la pena di festeggiare, di sentirsi, perchè no?, anche un po’femministe e solidali tra di noi… mia madre mi ha detto ieri dopo avermi sentita un po’delusa da un episodio  " dani, le ragazze che snobbano la festa delle donne non si rendono conto che la possibilità di festeggiarla o meno non era neanche contempleta qualche decennio fa. Solo per questo dovrebbero almeno evitare certi atteggiamenti…" e anche questa volta la trovo illuminante.
Forse dovremmo davvero festeggiare chi ci ha consegnato un mondo un più paritario e ricordarci, almeno una volta all’anno, che ora tocca a noi completare l’opera, in modo che tra 50 anni non ci sia neanche la necessità di stare qui a capire se il rogo c’è stato o meno.
ps: ieri in pizzeria ho visto un gruppetto di quattro anziane, una distribuiva le mimose alle amiche tra chiacchiere e sorrisi.. Ho avuto un sussulto di emozione.. Chissà quante ne hanno dovute passare..

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