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Strategie comunicative e Visioni del Mondo

Dario | 3 marzo 2008
Le campagne elettorali sono storicamente un terreno fertile per ideare e sperimentare strategie di comunicazione, con lo scopo di "manipolare" il consenso di una massa di elettori.
Questa campagna elettorale mi sta fornendo parecchi spunti di riflessione e in quanto scienziato della comunicazione o aspirante tale vorrei proporvi quelle che sono le mie riflessioni al riguardo.
Partiamo da un punto fondamentale: Chi è il target della campagna elettorale di un partito? Non è tutto l’elettorato ad essere coinvolto ma solo una piccola parte, quella dei cosidetti "incerti". Secondo le fantomatiche statistiche l’elettorato italiano è fortemente polarizzato, cioè è già schierato da una parte e difficilmente cambierà schieramento. Rimane però una zona grigia di elettorato indeciso,composto essenzialmente da elettori delusi da uno schieramento, elettori scarsamente informati e scarsamente attivi politicamente. Sempre secondo le statistiche di cui sopra in questa zona grigia rientrerebbero tra il 10% e il 15% degli aventi diritto al voto. E’ questo il target della campagna elettorale di un partito,questo esercito di indecisi da persuadere, un cospicuo ago della bilancia che può decidere le future sorti politiche italiche.
Ma veniamo alle cose pratiche. Per convincere questo elettorato incerto il Pdl e il PD hanno attuato strategie comunicative oserei dire opposte. entriamo nei dettagli.
Il Partito Democratico:
  • Sta conducendo una campagna all’insegna della sobrietà senza troppi slogan, con un programma semplice e pragmatico, di facile diffusione e facile assimilazione da parte dell’elettore medio.
  • La sua comunicazione è basata su slogan brevi ad effetto come per esempio "Si può fare" o su frasi rassicuranti e speranzose che trasmettono un messaggio tutto sommato positivo e di speranza.
  • L’uso del colore verde e bianco, notoriamente rilassanti e rassicuranti e l’uso di immagini sobrie per veicolare il messaggio ha un effetto rassicurante nell’elettore,ispirando fiducia.

Il Popolo delle Libertà:

  • Sta utilizzando una strategia inutilmente aggressiva basata non sul programma politico ma sullo scontro o sull’evocazione di un presunto nemico individuato nell’ex governo Prodi
  • In generale la campagna elettorale presenta pochè innovazioni rispetto a quelle del 2001 e del 2006. Uno schema che nell’attuale situazione politica italiana, dominata da scontri anche violenti tra partiti, rischia di stancare l’elettore.
  • La puzza di vecchio si ricava anche dagli slogan utilizzati, dal ritorno in auge del vecchio escamotage del "contratto con gli italiani" o addirittura sulla riproposizione di uomini e promesse elettorali vecchie e stantie
  • L’uso dei manifesti elettorali rispecchia ovviamente le debolezze della comunicazione elettorale. Colori aggressivi come il rosso, slogan che seguono la stessa falsariga o che risultano poco efficace come "rialzati Italia" o l’evocazione dello spettro del comunismo rischiano di fare poca presa sugli elettori

In generale la campagna del Popolo della Libertà sembra molto approssimativa, basata sul carisma di Silvio Berlusconi, un carisma che ultimamente sta perdendo colpi. Ne sono prova le gaffe sul presunto furto di idee da parte di Veltroni, sul vecchio tema dell’abrogazione dell’ICI. Anche il proporre gli stessi vecchi uomini dei precedenti governi rischia di essere un boomerang clamoroso, senza appelo. Davanti ad un Popolo della Libertà povero di idee troviamo un PD che non ha nulla da perdere e che sta giocando le sue carte con audacia e con abilità,giocando d’anticipo sull’avversario senza essere troppo spregiudicato.

Ho però un sospetto anzi una mia teoria, forse un pò troppo stiracchiata ma che vorrei esporre a coloro che avranno voglia di leggere questa modestissima analisi. Non è da Berlusconi commettere certi errori comunicativi specie quando c’è in ballo la poltrona di palazzo Chigi. Il mio sospetto è che il Silvio nazionale non sia così sicuro di vincere con grande distacco,soprattutto sa che il senato potrebbe essere un rischio enorme. Una vittoria alle condizioni attuale potrebbe portare alla formazione di un risicato distacco in senato e ritrovarsi nella stessa posizione del governo Prodi. Un exploit elettorale del PD di Veltroni potrebbe essere un argomento per la creazione di una grande coalizione di centro, una sorta di versione edulcorata e riveduta della Dc con i piccoli partiti a far da costellazione. Uno scenario che, se da un lato darebbe una stabilità al governo, dall’altro potrebbe portare imprevedibili conseguenze…Il 13 aprile sapremo se ci troveremo davanti ad un govero Veltrusconi o all’ennesima fotocopia sbiadita di un governo di centro destra populista…

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Riflessioni e Pessimismo in una calda sera di Marzo

Dario |
Thomas Stearns Eliot scriveva nel 1934 "Where is the wisdom that we have/Lost in knowledge?/Where is the knowledge we have/Lost in information? Egli fu oltre settant’anni fa il profeta della decadenza e della vacuità verso le quali il monodo, già all’epoca, si dirigeva. Ottant’anni dopo la "Terra Desolata" di Eliot e quarat’anni dopo il 68 e le apocalissi contemporanee previste dai filosofi della scuola di Francoforte, cosa abbiamo oggi? Abbiamo due copie del libro di Federico Moccia sui carrelli dei prestiti recenti in una prestigiosa biblioteca, abbiamo supermercati dove i prezzi sono gonfiati oltre ogni umana decenza, abbiamo ragazzi che picchiano, distruggono, umiliano ogni cosa tocchino riprendendo il tutto con il videofonino appena comprato dal papi, abbiamo giornalisti che ridono delle disgrazie dei loro intervistati o che pronunciano spendita invece di spesa. I giornali traboccano di pessimismo nero, ci dicono che il mondo è sull’orlo del collasso, che l’attuale crisi economica è la più grande tragedia di sempre e che il mondo ne uscirà stravolto. Abbiamo politici idioti che giocano a fare i bambini contendendosi i voti dei cittadini come due poppanti litigano per il trenino e intanto il paese precipita verso il baratro. Gli stranieri tornano ai loro paesi d’origine perchè in Italia si vive male e si sta meglio in Romania, gli italiani vanno all’estero perchè in patria non hanno speranze di percepire uno stipendio onesto o di andare in pensione non prima dei sett’anni. La decadenza c’è e si vede, nelle piccole cose e nelle grandi cose, il pessimismo è la parole d’ordine di questo 2008. Il pianeta si avvicina all’apocalisse, non esistono più le mezze stagioni, i ghiacci si sciolgono, le temperature aumentano e a Torino il 2 marzo c’erano ben 24 gradi. Il petrolio ha varcato la soglia psicologica (che idiozia) dei 100 dollari al barile, il giorno dopo la gente era tranquilla, niente follia collettiva solo la benzina se n’era accorta, arrivando a costare 1,4 euro al litro.
Ma siamo veramente sull’orlo dell’abisso? Purtroppo come diceva Eliot "Dov’è la conoscenza che abbiamo perso in informazione?", non sappiamo quanto profondo il baratro che ci attende, non sappiamo neanche se c’è un baratro, prendiamo per oro colato le informazioni che ci propinano per pura pigrizia e per pure pigrizia non le sottoponiano al benchè minimo vaglio critico…Ma che importa tutto questo d’innanzi alla triste liturgia del Grande Fratello 8, davanti al culo della velina di turno o davanti alle incomprensibili frasi della Tatangelo? Niente!!! Dormiamo, crogioliamoci nel nulla che ogni giorno avanza sulle nostre tv, nei nostri santuari di cultura,nelle nostre vite…
Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell’erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina

Figura senza forma, ombra senza colore,
Forza paralizzata, gesto privo di moto;

Coloro che han traghettato
Con occhi diritti, all’altro regno della morte
Ci ricordano – se pure lo fanno – non come anime
Perdute e violente, ma solo
Come gli uomini vuoti Gli uomini impagliati..

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