Strategie comunicative e Visioni del Mondo
Dario | 3 marzo 2008- Sta conducendo una campagna all’insegna della sobrietà senza troppi slogan, con un programma semplice e pragmatico, di facile diffusione e facile assimilazione da parte dell’elettore medio.
- La sua comunicazione è basata su slogan brevi ad effetto come per esempio "Si può fare" o su frasi rassicuranti e speranzose che trasmettono un messaggio tutto sommato positivo e di speranza.
- L’uso del colore verde e bianco, notoriamente rilassanti e rassicuranti e l’uso di immagini sobrie per veicolare il messaggio ha un effetto rassicurante nell’elettore,ispirando fiducia.
Il Popolo delle Libertà:
- Sta utilizzando una strategia inutilmente aggressiva basata non sul programma politico ma sullo scontro o sull’evocazione di un presunto nemico individuato nell’ex governo Prodi
- In generale la campagna elettorale presenta pochè innovazioni rispetto a quelle del 2001 e del 2006. Uno schema che nell’attuale situazione politica italiana, dominata da scontri anche violenti tra partiti, rischia di stancare l’elettore.
- La puzza di vecchio si ricava anche dagli slogan utilizzati, dal ritorno in auge del vecchio escamotage del "contratto con gli italiani" o addirittura sulla riproposizione di uomini e promesse elettorali vecchie e stantie
- L’uso dei manifesti elettorali rispecchia ovviamente le debolezze della comunicazione elettorale. Colori aggressivi come il rosso, slogan che seguono la stessa falsariga o che risultano poco efficace come "rialzati Italia" o l’evocazione dello spettro del comunismo rischiano di fare poca presa sugli elettori
In generale la campagna del Popolo della Libertà sembra molto approssimativa, basata sul carisma di Silvio Berlusconi, un carisma che ultimamente sta perdendo colpi. Ne sono prova le gaffe sul presunto furto di idee da parte di Veltroni, sul vecchio tema dell’abrogazione dell’ICI. Anche il proporre gli stessi vecchi uomini dei precedenti governi rischia di essere un boomerang clamoroso, senza appelo. Davanti ad un Popolo della Libertà povero di idee troviamo un PD che non ha nulla da perdere e che sta giocando le sue carte con audacia e con abilità,giocando d’anticipo sull’avversario senza essere troppo spregiudicato.
Ho però un sospetto anzi una mia teoria, forse un pò troppo stiracchiata ma che vorrei esporre a coloro che avranno voglia di leggere questa modestissima analisi. Non è da Berlusconi commettere certi errori comunicativi specie quando c’è in ballo la poltrona di palazzo Chigi. Il mio sospetto è che il Silvio nazionale non sia così sicuro di vincere con grande distacco,soprattutto sa che il senato potrebbe essere un rischio enorme. Una vittoria alle condizioni attuale potrebbe portare alla formazione di un risicato distacco in senato e ritrovarsi nella stessa posizione del governo Prodi. Un exploit elettorale del PD di Veltroni potrebbe essere un argomento per la creazione di una grande coalizione di centro, una sorta di versione edulcorata e riveduta della Dc con i piccoli partiti a far da costellazione. Uno scenario che, se da un lato darebbe una stabilità al governo, dall’altro potrebbe portare imprevedibili conseguenze…Il 13 aprile sapremo se ci troveremo davanti ad un govero Veltrusconi o all’ennesima fotocopia sbiadita di un governo di centro destra populista…







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