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Poldo for President - Compagine di Governo

Dario | 30 Luglio 2008

Inizia a prendere forma la compagine di governo del futuro Premier Poldo.

Stamani durante una conferenza stampa tenuta presso il canile di Palazzo Chigi, Poldo ha ufficializzato i nomi dei primi due ministri designati: Pallina e Bill

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“La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano

Dario | 28 Luglio 2008

Recensire quello che è stato considerato il “caso” letterario del 2008 è un’impresa ardua. Quando poi il libro in questione vende oltre 200.000 copie e arriva a vincere il prestigioso “Premio Strega” si rischia di essere traviati da giudizi entusiastici e dal blasone raggiunto dall’opera letteraria.

Guardiamolo allora questo  “La solitudine dei numeri primi”.

Il libro narra la storia di Mattia e Alice, due ragazzi torinesi che a causa di un grave trauma infantile crescono e vivono le loro vite, dall’infanzia fino all’età adulta pervasi da un profondo senso di inadeguatezza che si riflette inevitabilmente nelle loro scelte, piccole e grandi, e nel loro modo di affrontare la vita. Paolo Giordano ci trascina così nelle vite disturbate di questi due ragazzi, ci mette davanti la loro quotidianità, i fatti salienti e le tappe della loro crescita, ma soprattutto il loro goffo rincorrersi. Alice e Mattia sono, usando un’espressione rubata ai Pink Floyd, due anime perse in una boccia per pesci. Si inseguono per tutto il libro, si sfiorano per brevi e fugaci momenti e rifuggono via quasi impauriti da quei brevi contatti che li fanno sentire, per pochi minuti, quasi “normali”. Usando un’espressione dello stesso Mattia, lui e Alice sono “come due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”.

Il senso di infelicità e di silenzioso dolore che grava su tutto il libro viene espresso dall’autore con un linguaggio semplice, privo di aggettivi inutili, a tratti molto diretto ma che non scade mai nel volgare, un linguaggio che allo stesso tempo riesce a narrare anche momenti “forti” con una semplicità e una poeticità affascinanti. Un libro ben scritto, che si lascia leggere dalla prima all’ultima pagina ma che non riesce a coinvolgere totalmente il lettore, che a tratti potrebbe rimanere interdetto o addirittura confuso

Ne  “La solitudine dei numeri primi” sono evidenti tutte le ingenuità di uno scrittore esordiente. Se da un lato i personaggi principali sono ben costruiti e delineati, i comprimari e i personaggi secondari sono a malapena tratteggiati, quasi figure di cartone senza identità. La città di Torino, che fa da sfondo alla maggior parte della  vicenda, non viene mai nominata nè descritta, così come non vengono mai descritti gli altri luoghi. Un modo, forse, per spiegare che la solitudine e il dolore posso essere ovunque, ma la quasi totale mancanza di contestualizzazione spiazza un pò il lettore. Nonostante la buona premessa, la storia “malata” di Alice e Mattia si evolve male. La narrazione parallela delle vicende dei due ragazzi spesso scivola nel banale e nello scontato,alternando momenti di meraviglioso e toccante lirismo a clamorose forzature, funzionali alla trama e che fanno scivolare il libro oltre i confini della realtà, verso il fatato mondo delle coincidenze che è proprio della favola.

Si tratta, ripeto, di un libro ben scritto che sguazza in quel vasto mare che divide i libri qualsiasi dai capolavori. Un romanzo per certi versi molto sopravvalutato, che ha avuto l’indubbia fortuna di avere un grande editore alle spalle che lo ha spinto e promosso come si deve ma che ha trovato nel pubblico italiano, sempre pronto a commuoversi davanti a storie travagliate ed adolescenziali, terreno fertile. Consigliato a coloro che la sera, prima di andare a dormire, vogliono rilassarsi con una lettura piacevole e poco impegnativa

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L’imprenditoria italiana

Dario | 16 Luglio 2008

L’economia italiana sta andando a rotoli o quasi. Ogni giorno veniamo bombardati da cifre, dati, bollettini conteneti dati ancora più allarmanti. I giornali e i telegiornali ci tirano letteralmente in faccia diffcoltà economiche pazzesche, prezzi alle stelle, pensionati e lavoratori che non arrivano alla fine del mese etc. Il clima insomma è da “si salvi chi può” e, secondo alcune stime effettuate dalla Banca d’Italia, i primi che stanno correndo alle scialuppe sono proprio gli imprenditori, i soggetti sui quali poggia o dovrebbe poggiare la base economica di una nazione. Bankitalia prevede che entro il 2009 si perderanno nel nostro paese qualcosa come 300.000 posti di lavoro, sia nella grande industria, ma soprattutto nelle piccole e medie imprese industriali e commerciali. Gli imprenditori chiudono i battenti, è un dato evidente, sentono puzza di bruciato e decidono di salvare il salvabile, chiudendo le aziende, a volte in perdita ma a volta ancora pienamente produttive e cercando nuove forme di rendita: beni rifugio, investimenti speculativi, edilizia e così via.

Anche la mia città purtroppo è vittima di queste logiche perverse. A Messina accade che è una delle più antiche aziende cittadine, la Molini Gazzi, rischia di chiudere. Sai che novità! si potrebbe dire, ma qui la cosa paradossale è che la Molini Gazzi è un’azienda in attivo, che assumeva personale e che aveva un giro d’affari piuttosto cospicuo. Ma strane coincidenze ed eventi astrali hanno congiurato contro quest’azienda. E’ bastata una variante al piano regolatore, che trasformava la zona da industriale a residenziale, a spingere il titolare dell’azienda a chiudere bottega, a licenziare i 27 dipendenti per far erigere al posto dello stabilimento delle palazzine.

Una ditta in attivo che produceva profitti in cambio di alcune palazzine.

Le ragioni della proprietà si posson pure capire, ma non condividere e sicuramente nessuno fa beneficienza a questo mondo sia chiaro. Ma se questa è l’imprenditoria che dovrebbe farci uscire dalla recessione, allora ci attendono tempi oscuri.

P.S. Se qualcuno volesse saperne di più sulla Molini Gazzi e sulla vertenza che la coinvolge può consultare i Link sottostanti. Si tratta di un reportage realizzato dall’associazione “Energia Messinese” che sta aiutando i lavoratori, sensibilizzando i media locali e contribuendo alla petizione popolare per la salvezza dello storico stabilimento messinese

Prima Parte Seconda Parte

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Crisi, Cronaca, Messina
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Gli avvoltoi sulla carcassa 2 - Lo schifo continua

Dario | 13 Luglio 2008

Solo qualche giorno fa su queste pagine vi parlavo delle manovre di alta politica che stanno interessando le istituzioni messinesi. Purtroppo sono costretto a tornare su queste sconcezze per segnalare il livello dei dibattiti che ha ormai superato l’infantilismo. Ebbene se al comune un accordo si è trovato, misteriosamente, e il sindaco Buzzanca ha potuto varare la sua giunta(sulle deleghe assessoriali ci vorrebbe un capitolo a parte) alla provincia, Nanni Ricevuto, in preda alla follia datagli dal plebiscitario successo, ha pensato bene di escludere dalla sua giunta i partiti alleati Udc ed Mpa. Un copione già visto al comune direte voi? Ma qui la polemica si tinge di tinte comiche. I due partiti esclusi hanno redatto un documento nel quale definiscono “inqualificabili” i comportamenti del presidente ma soprattutto affermano di non poter “accettare l’introduzione di metodi di governo della Provincia opachi e privi di dignità che tentano di imporre direttori generali privi dei necessari requisiti professionali e qualche assessore dall’oscuro passato”.

Questi signori parlano di criteri opachi, di passati oscuri, accennano ad una parveneza di meritocrazia e di requisiti professionali, arrivano a parlare di metodi di governo privi di dignità. Che dignità c’è in una misera spartizione di poltrone tra partiti basata sul manuale Cencelli? A rigor di logica si dovrebbe seguire una politica pragmatica basata sulla rapidità e sull’efficienza delle azione, ma invece no si preferisce litigare lasciando che la città e la provincia affondino nell’anarchia e nel malgoverno.

E meno male che il bene della città veniva al primo posto. Il rilancio delle attività produttive, il rilancio del turismo e dei servizi pubblici erano le priorità del programma dell’attuale maggioranza in disfacimento.

Fingo di stupirmi ma in realtà quello che sto vedendo era tutto scritto, era scritto nei geni di una classe politica mediocre (spero non si offendano i mediocri) che ignora il concetto stesso di bene pubblico, dotata di scarso senso civico, che ha come priorità l’accapararrsi misere porzioni di potere.

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Messina, Notizie e politica
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Gli avvoltoi sulla carcassa

Dario | 8 Luglio 2008

Messina è una città strana, dalle logiche spesso oscure o incomprensibili per la gente di altre parti d’Italia. Forse un giorno scriverò un trattato(molto esiguo) sulla Fenomenologia del Messinese Medio ma non è di questo che voglio occuparmi in questo intervento. Succedono cose strane a Messina, cose che raramente si vedono in giro per il mondo e per questo dovrebbero essere oggetto di studio per politologi e sociologi.

Gli interminabili scrutini delle ultime comunali e le molte anomalie rilevate e taciute da chi di dovere dovrebbero far riflettere sull’effettiva condotta morale dei cittadini e degli uomini di potere messinesi.

Ma a gettare ombre(se ancora ce ne fosse bisogno) sull’effettivo interesse dei politici nei confronti della città sono le polemiche che stanno esplodendo proprio in questi giorni nei dintorni di Palazzo Zanca. La coalizione di centro-destra che ha stravinto in provincia e che ha vinto di larga misura in città ha già qualche difficoltà. A quanto pare il benessere della città, tanto sbandierato durante la campagna elettorale non è un collante sufficiente per questi signori. Ma quali sono i gravi motivi che rischiano di distruggere il governo cittadino nato solo ed esclusivamente per volontà e per il benessere dei messinesi? Un paio di assessori, per l’esattezza uno del Movimento per l’Autonomia e uno dell’UDC. Il neo sindaco Buzzanca ha nelle sue designazioni assessoriali “trattato male” i suoi alleati privandoli di un assessorato a testa. Ma non doveva essere una giunta che avrebbe fatto solo il bene della città? Credono lor signori che scannandosi per una poltrona in più fanno il bene della città? Evidentemente si, altrimenti non lo farebbero :-D.

La partitocrazia si sa è una brutta belva. Questi signori che in campagna elettorale erano prodighi di promesse e di speranze ora stanno litigando come dei bambini per avere una piccola porzione in più di potere, per poter prendere una costola in più dalla carcasse marcescente che ormai è Messina. Una città che continua nella sua involuzione e che continua, ingenuamente o meno, a votare le stesse persone che in passato hanno dimostrato di avere a cuore l’interesse di tutti tranne quello della città stessa.

La Messina di oggi assomiglia sempre di più al Sacro Romano Impero, un aggregato informe di potentati più o meno piccoli, in perenne lotta tra di loro per conquistare briciole insignificanti, piccoli signori che pensano a coltivare il proprio orticello, guardando con invidia quello del vicino, che si lamentano della loro condizione, ma che non fanno nulla per elevarla. Un sistema che fa della paralisi e del mantenimento dello status quo il suo vangelo, che con un sottile gioco di pesi e contrappesi cerca di non scontentare nessuno ma che in fondo scontenta e impoverisce tutti. Spesso sogno una Prussia in salsa messinese che, con il suo potere conquisti e unisca tutti questi piccoli mediocri potentati sotto un’unico vessillo. Non so se questa possa essere la soluzione, ma sarebbe un singulto nell’encefalogramma piatto che da anni scorre rumoroso in città

Aggiornamento delle ore 13 del 8\07\08: A quanto pare la crisi è rientrata, non sono noti i termini dell’accordo stretto tra i principali rappresentanti dei tre partiti di maggioranza, ma sicuramente l’avranno fatto per il bene della città.

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