Una lezione di vita
Dario | 31 agosto 2008…si voltarono lentamente verso la navata laterale della chiesa. Una pesante inferriata di acciaio nero chiudeva l’abside, impedendo di salire sugli scalini dell’altare. Dietro le sbarre però, per nulla intimorito dalle sbarre si ergeva una statua lignea a grandezza naturale debolmente illuminata da due faretti alogeni. “Ammirate San Giorgio, vero patrono di Modica”. disse una voce dal pesante accento siculo. Un simpatico vecchietto alto circa un metro e ottanta comparve come dal nulla e si affiancò ai due giovani. Il ragazzo continuò a fissare la statua come abbagliato, come se stesse contemplando una manifestazione divina. “Bellissima si” rispose la ragazza sospettosa, fissando il vecchio con un espressione diffidente a malapena nascosta dagli occhiali da sole. Per un attimo rimasero tutti immersi nel silenzio della chiesa, quasi in attesa che la statua si muovesse dal suo marmoreo piedistallo. Il ragazzo, quasi come al termine di una trance, scosse la testa e si volto verso il vecchio con un caloroso sorriso. “Ma come mai in questa statua San Giorgio uccide il drago con la scimittara? Nell’iconografia cristiana di solito il drago viene ucciso con una lancia”. Il vecchio non cambio espressione e continuò a sorridere al ragazzo. “Ed io che ne sò ragazzo mio. E’ come chiedere perchè esistiamo o perchè il capomastro che costruì questo duomo ha scelto un marmo invece che un altro”. “Pensavo fosse importante visto che è una scelta insolita”. incalzò il ragazzo. “Guarda io ho 72 anni e per quarant’anni ho fatto l’operaio, di icografia o come cavolo si chiama non capisco niente. So quanto mi basta, questa statua è bella e raffigura il Santo Patrono”. “Ma io le avevo chiesto solo il perchè..” disse il ragazzo bruscamente interrotto dal vecchio. “Perchè, perchè, perchè. Che importanza ha sapere perchè qui San Giorgio uccide il drago con la lancia. Sapendo il perchè la statua diventa forse più bella?”. “Assolutamente no, però forse la si comprenderebbe meglio”. “E perchè devi comprendere una statua? E’ un pezzo di legno modellato da un artista, un’opera d’arte, che c’entrano i perchè?”. Il ragazzo era turbato, la ragazza accanto a lui sembrava ancora più confusa, ma a quanto pare il vecchio sorridente non aveva ancora finito. “E’ inutile chiedersi il perchè di tutte le cose. Molte cose sono inspiegabili, altre hanno spiegazioni così lunghe e complicate che passa la voglia di ascoltarle, altre posso essere utili. Quello che conta è la cosa in sè, la sostanza”. Gli sguardi divennero sempre più perplessi. “Se io ti chiedessi perchè stai con questa bellissima ragazza tu saresti in difficoltà e mi risponderesti, forse, elencando i suoi pregi, ma non daresti una risposta, perchè non c’è”. I due ragazzi si guardarono negli occhi, forse incosciamente stavano cercando di rispondere alla domanda del vecchio. “Ragazzi fatevelo dire da un vecchio di 72 anni, chiedersi troppi perchè è inutile. Sprecate tempo ed energie che potete dedicare a voi stessi e al mondo che vi circonda. Vivete seguendo la corrente senza porvi troppe domande”. I ragazzi annuirono timidamente, incerti. Percepivano un qualcosa di giusto nelle parole del vecchio ma non riuscivano a capire cosa. Forse, troppo abituati ai ritmi frenetici e al costante bombardamento di stimoli, informazioni e inezie della vita moderna, non riuscivano a cogliere l’essenza di quel discorso, lo vedevano lontano da loro, quasi come appartenente ad un altro mondo. Eppure il vecchio era una presenza fisica esattamente come loro ed era al loro fianco nella stessa chiesa di San Giorgio, nella stessa città di Modica, nello stesso mondo. “Avete visto? A forza di chiacchiere e di chiedere perchè e per come ci siamo persi ben dieci minuti. In questo tempo potevamo vedere meglio la statua di San Giorgio. Una timida risata risuonò sotto lo sguardo feroce di San Giorgio, intento a decapitare il malvagio drago.







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