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	<title>Commenti a: La Grande Sconfitta</title>
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		<title>Di: Gabriella La Nunziata</title>
		<link>http://dario.ganci.eu/2010/12/15/la-grande-sconfitta/comment-page-1/#comment-428</link>
		<dc:creator>Gabriella La Nunziata</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 11:55:26 +0000</pubDate>
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		<description>Io non ho più parole da spendere: ormai, se reazione devo avere, ce l&#039;ha il mio fisico per me, tra reali rigurgiti, bruciori di pancia ed emicranie. 
Quello che posso trarre dal tutto è che, oramai, l&#039;Italia non è più un Paese. E&#039; vero che, politicamente, non sussisteva ieri e non sussiste oggi un&#039;opposizione affidabile. Ma, personalmente, prendere atto che a voler mantenere questo Governo, che non ha orecchie per il suo popolo, siano stati due deputati appartenenti ad un partito (IDV) che ha fatto dell&#039;antiberlusconisco il suo vessillo, deputati il cui voto è stato, oltre che determinante, è stato a dir poco deplorevole, scandaloso, vergognoso, disumano, pestilenziale, mi porta semplicemente a concludere che una sola arma resta al popolo: non il voto (tanto in Parlamento le carte vengono rimescolate, come hanno dimostrato i fatti), non le petizioni, non le raccolte di firme, bensì l&#039;assalto rabbioso di gente che mai nessuno ha avuto la voglia ed il dovere di ascoltare. L&#039;amara conclusione è che l&#039;Italia è un Paese con la legge ma senza più norme e dignità. 
Sono amareggiata e sconvolta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non ho più parole da spendere: ormai, se reazione devo avere, ce l&#8217;ha il mio fisico per me, tra reali rigurgiti, bruciori di pancia ed emicranie.<br />
Quello che posso trarre dal tutto è che, oramai, l&#8217;Italia non è più un Paese. E&#8217; vero che, politicamente, non sussisteva ieri e non sussiste oggi un&#8217;opposizione affidabile. Ma, personalmente, prendere atto che a voler mantenere questo Governo, che non ha orecchie per il suo popolo, siano stati due deputati appartenenti ad un partito (IDV) che ha fatto dell&#8217;antiberlusconisco il suo vessillo, deputati il cui voto è stato, oltre che determinante, è stato a dir poco deplorevole, scandaloso, vergognoso, disumano, pestilenziale, mi porta semplicemente a concludere che una sola arma resta al popolo: non il voto (tanto in Parlamento le carte vengono rimescolate, come hanno dimostrato i fatti), non le petizioni, non le raccolte di firme, bensì l&#8217;assalto rabbioso di gente che mai nessuno ha avuto la voglia ed il dovere di ascoltare. L&#8217;amara conclusione è che l&#8217;Italia è un Paese con la legge ma senza più norme e dignità.<br />
Sono amareggiata e sconvolta.</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://dario.ganci.eu/2010/12/15/la-grande-sconfitta/comment-page-1/#comment-427</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 11:22:14 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Dario,
premesso che ti leggo sempre con piacere e che sono sostanzialmente d&#039;accordo con quanto scrivi, permettimi due osservazioni.

1) Non è vero (o, almeno, è vero ma in parte) che non abbiamo avuto un risanamento  economico. L&#039;ingresso nell&#039;Euro-  ottenuto dal governo Prodi a costo di grandi sacrifici- oltre ad essere stato un vero toccasana per la nostra economia (immaginiamoci cosa ne sarebbe ora della nostra liretta, esposta ai venti della speculazione internazionale) ci permise di rimettere i conti in ordine. E i dati sull&#039;avanzo primario sono lì a dimostrarlo.

2) Sulla selezione della classe politica, anche qui vorrei riflettere insieme a te. E&#039; vero che la formazione politica, la selezione della classe dirigente, non avviene più nelle scuole di partito. E questo  è un male. Ma ciò non vuol dire che la classe politica della Prima Repubblica, fosse migliore della Seconda. Non c&#039;è un pedigree a priori. Mi pare che tutto il ceto dirigente di allora fosse stato allevato a pane e politica. Eppure è scoppiata Tangentopoli. Eppure Craxi, Forlani, Andreotti, ci hanno lasciato un debito pubblico enorme i cui effetti, purtroppo, li paghiamo ancora oggi.
Il punto è un altro: se la sinistra avesse fatto durante gli anni in cui ha governato una seria legge sul conflitto di interessi, la &quot;questione Berlusconi&quot; non si sarebbe mai posta. Ex ante, non ex post. A questo aggiungerei,che il &quot;Silvio nazionale&quot;, sarebbe già ineleggibile in quanto titolare di concessioni televisive da parte dello stato secondo una normativa del 1957.
Ma la sinistra, ha bisogno di Berlusconi, e il famoso discorso di Violante alla Camera un paio d&#039;anni or sono ( riassumendo: il Cavaliere sa per certo che gli erano state date ampie garanzie sulla sue televisioni) lo dimostra. 
Chiuderei con una battuta dell&#039;acuto Marco Travaglio, quando spiega la differenza tra Prima e Seconda Repubblica, dicendo che consiste nel fatto che &quot;nella Prima Repubblica prendevi un politico e poi pian piano diventava un ladro. Ora prendi un ladro e pian piano diventa politico&quot;.
Ciao e...auguri per le festività.
Luca Moccia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Dario,<br />
premesso che ti leggo sempre con piacere e che sono sostanzialmente d&#8217;accordo con quanto scrivi, permettimi due osservazioni.</p>
<p>1) Non è vero (o, almeno, è vero ma in parte) che non abbiamo avuto un risanamento  economico. L&#8217;ingresso nell&#8217;Euro-  ottenuto dal governo Prodi a costo di grandi sacrifici- oltre ad essere stato un vero toccasana per la nostra economia (immaginiamoci cosa ne sarebbe ora della nostra liretta, esposta ai venti della speculazione internazionale) ci permise di rimettere i conti in ordine. E i dati sull&#8217;avanzo primario sono lì a dimostrarlo.</p>
<p>2) Sulla selezione della classe politica, anche qui vorrei riflettere insieme a te. E&#8217; vero che la formazione politica, la selezione della classe dirigente, non avviene più nelle scuole di partito. E questo  è un male. Ma ciò non vuol dire che la classe politica della Prima Repubblica, fosse migliore della Seconda. Non c&#8217;è un pedigree a priori. Mi pare che tutto il ceto dirigente di allora fosse stato allevato a pane e politica. Eppure è scoppiata Tangentopoli. Eppure Craxi, Forlani, Andreotti, ci hanno lasciato un debito pubblico enorme i cui effetti, purtroppo, li paghiamo ancora oggi.<br />
Il punto è un altro: se la sinistra avesse fatto durante gli anni in cui ha governato una seria legge sul conflitto di interessi, la &#8220;questione Berlusconi&#8221; non si sarebbe mai posta. Ex ante, non ex post. A questo aggiungerei,che il &#8220;Silvio nazionale&#8221;, sarebbe già ineleggibile in quanto titolare di concessioni televisive da parte dello stato secondo una normativa del 1957.<br />
Ma la sinistra, ha bisogno di Berlusconi, e il famoso discorso di Violante alla Camera un paio d&#8217;anni or sono ( riassumendo: il Cavaliere sa per certo che gli erano state date ampie garanzie sulla sue televisioni) lo dimostra.<br />
Chiuderei con una battuta dell&#8217;acuto Marco Travaglio, quando spiega la differenza tra Prima e Seconda Repubblica, dicendo che consiste nel fatto che &#8220;nella Prima Repubblica prendevi un politico e poi pian piano diventava un ladro. Ora prendi un ladro e pian piano diventa politico&#8221;.<br />
Ciao e&#8230;auguri per le festività.<br />
Luca Moccia</p>
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