DarkShine

Cultura, Scrittura, Fumetti, Sigari, Passioni e Contraddizioni
  • rss
  • Blog
  • Chi Sono
  • Curriculum Vitae
  • Collaborazioni
  • Portfolio
  • Contattami
  • Disclaimer

Favoletta – Il Re dell’Alto Castello

Dario | 28 gennaio 2011

C’era una volta un Re nel suo Alto Castello.

Quando il vecchio sovrano e la sua corte furono decimati da un’epidemia, il popolo del Regno, riunito nelle piazze e in preda al panico e all’anarchia, proclamò Lui come Re.

Prima di salire al trono era un semplice feudatario, servitore umile e fedele della Corona. Il suo feudo era ricco e magnifico, le città pervase dal lusso e dal benessere, i campi rigogliosi.

I sudditi speravano che presto tutto il Regno sarebbe diventato prospero come il feudo del Re.

Le cose sembravano destinate ad andare per il meglio. I raccolti erano floridi, le città iniziarono ad ingrandirsi e nuovi edifici ne ridisegnavano le geometrie. In tutte le contrade, architetti, operai e scalpellini progettavano e mettevano in opera nuove strade e nuovi ponti.

I sudditi erano felici e danzavano per le strade, cantori e musici di tutto il Regno componevano e cantavano inni in onore del Re e della sua guida illuminata. Mai vi fu sovrano più amato dai suoi sudditi.

Ma un giorno, qualcuno iniziò a nutrire qualche sospetto su come il Re potesse costruire tante opere. Qualcuno scese in piazza ad urlare i suoi dubbi ma venne rapidamente passato per le armi dai cavalieri del Re. Qualche altro iniziò a scrivere libelli e manifesti, ma venne rapidamente censurato.

Non era consentito parlare del Tesoro Reale e della fortuna del Sovrano. Quest’ultimo, ben conscio dei problemi creati dalla repressione, iniziò a raccogliere presso la propria Corte, cantori, giullari, comici, masnadieri, gente di ogni risma ed estrazione che senza la protezione regia si sarebbe ridotta a mendicare.

Con questa compagnia, il Re iniziò a girare per le città del Regno, dispensando sorrisi, ottimismo, fiducia e risate. Ogni città accoglieva il corteo reale con grandi e sontuose celebrazioni e in cambio il Sovrano inaugurava o poneva prime pietre di importanti opere di pubblica utilità.

Il Re fece addirittura affiggere in ogni città un proclama dove annunciava un taglio delle tasse imminente, incurante del vuoto desolante del tesoro.

Fu l’apoteosi, ma durò poco.

A seguito di un’estate avida di pioggia, il Regno venne colpito da una carestia. Non fu particolarmente grave e non uccise nessuno, si trattò di un raccolto un po’ più scarso del previsto. Quasi nello stesso istante, i due regni vicini, iniziarono a farsi la guerra, forse per sfoltire le troppe bocche da sfamare.

Il Re, impreparato a questa evenienza e circondati solo da adulatori, ruffiani, ministri e intendenti incapaci iniziò a preoccuparsi. Sulle sue spalle gravava l’intero peso del Regno, un fardello che riusciva a malapena a condividere con il Maestro del Conio, l’unico uomo della Corte in grado di pensare in maniera razionale. Con il passare degli anni, sempre più adulatori erano entrati in svariati modi nelle grazie del Re. Un campionario umano desolante e assolutamente parassitario che mangiava alla mensa del sovrano senza dare nulla in cambio.

Per le strade, il malumore iniziò a serpeggiare sempre più vivo che mai.

Fu allora che il Re iniziò a pensare alle contromisure. Convocò a Corte i migliori scrivani del Regno e li ricoprì d’oro affinché iniziassero a scrivere proclami e discorsi grondanti di ottimismo e speranza da affiggere in tutte le città. Ma la parola scritta non bastava.

Subito dopo convocò i commediografi più alla moda e promise loro denaro sonante per i loro spettacoli. In cambio essi avrebbero dovuto scrivere e rappresentare commedie ottimistiche, ritratti ideali di famiglie felici e visioni comiche della realtà.

Infine convocò i più famosi trovatori e cantori per chiedere loro di comporre inni e canzoni inneggianti l’allegria, la vita e l’ottimismo.

Il piano funzionò.

Le proteste e il dissenso si spensero come fuochi poco alimentati, i sudditi vennero anestetizzati da un’overdose di risate. Tutto questo mentre la situazione del Regno, lentamente degenerava. Il prezzo del pane saliva tutti i mesi per la scarsità di farina, ma la gente continuava a ridere. Le botteghe artigiane chiudevano per mancanza di lavoro, ma la gente continuava ridere. Topi, sporcizia, vagabondi e criminali regnavano nelle strade, ma la gente continuava a ridere.

E quando qualche povero sventurato si azzardava a protestare innanzi all’Alto Castello del Re per ricordare al sovrano i problemi del Regno, la guardia reale sguinzagliava i feroci cani che a centinaia popolavano la corte. I malcapitati spesso e volentieri morivano sbranati.

Così passarono le stagioni e gli anni di un popolo sempre più plagiato da risa compulsive e dolci parole cariche di fiele e speranza.

Il Sovrano stesso iniziò a vivere nell’aura giocosa e irreale da lui stesso creata. Iniziò ad ignorare i sudditi e le loro sempre più flebili lamentazioni e si arroccò nel suo alto castello, dilapidando la sua fortuna in feste, orge e favori al folto esercito di ruffiani e corifei che vegetavano stabilmente a Corte.

Ma un giorno, i denari del Re finirono. Immediatamente la Corte iniziò a spopolarsi. I primi ad andare via furono proprio i parassiti che per anni avevano mangiato minestra calda baciando i piedi al sovrano. Costoro iniziarono a preparare la caduta del Re vendendosi al migliore offerente e spartendosi le restanti briciole del Regno. Improvvisamente nelle città cessarono canti e urla di gioia. I manifesti carichi di belle parole e promesse vennero strappati o coperti di letame. I sudditi si risvegliarono bruscamente in un incubo grigio.

Dapprima ci furono i mugugni, poi qualche coraggioso iniziò a protestare davanti al Castello, subito messo in fuga dai cani del Re. Ma la folla, infuocata proprio dagli ex corifei del sovrano, iniziò sempre più numerosa a protestare contro la Corona, il suo immobilismo e la sua incapacità di amministrare il Regno.

Quando la folla divenne incontenibile, la guardia reale aprì i cancelli e fece entrare il popolo inferocito nel cancello. Ma l’ira non riuscì a sfogarsi contro nessuno.

Il Re era già fuggito, con il suo carro, i suoi buoi e la sua numerosa muta di cani sbavanti, come un vecchio vagabondo.

Forse è un pò lunga per essere una favoletta e per fortuna si tratta solo di una favola, una storia inventata che NON HA ALCUN RAPPORTO con il mondo reale, quindi qualunque riferimento a cosa, persone, animali o eventi E’ PURAMENTE VOLUTO.

P.S. Chiedo scusa a Philip Dick.

Comments
1 Commento »
Categorie
Parole in libertà, Riflessioni e Pensieri
Tags
Castello, Favola, popolo, Re, sovrano, sudditi, tesoro
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

L’Italia vista dal Mondo Disco

Dario | 12 gennaio 2011

Penso che Terry Pratchett sia,a mio modesto avviso, uno degli scrittori più brillanti della letteratura contemporanea. Con la vastissima serie di libri ambientati nel Mondo Disco (Discworld per chi vuol fare il figo), lo scrittore inglese riesce, con semplicità, a ironizzare su un mondo, quello del fantasy, che si prende sempre troppo sul serio.

Ma Pratchett è anche un attento osservatore della realtà contemporanea e la inserisce nel suo Mondo Disco nei modi più disparati. Uno di questi è senza dubbio l’ambiguo Havelock Vetinari.

Havelock Vetinari (il nome è  una presa in giro della famiglia Medici) è il Patrizio di Ankh-Morpork, una delle città teatro delle vicende del Mondo Disco. E’ un dittatore benevolo, corrotto ma ascetico, conservatore ma al tempo stesso ben disposto verso il progresso. In parole povere è la parodia di un moderno politico occidentale.

Anche alcune sue soluzioni di governo solo alquanto singolari e attuali. Per esempio, nel tentativo di arginare la criminalità imperante nella sua città, decide di cambiare approccio e di assecondare le forze criminali, piuttosto che contrastarle. In parole povere, depenalizza i furti e gli omicidi.

Follia? Non proprio.

Havelock Vetinari consente i furti ad Ankh-Morpork ma solo ai membri della Gilda dei Ladri, i non affiliati verranno puniti dalla Gilda, inoltre permette ai cittadini di stipulare polizze assicurative contro i furti da pagare ai Ladri stessi. Stessa cosa per gli omicidi. Solo membri della Gilda degli Assassini posso uccidere, gli indipendenti sono destinati ad una brutta fine.

Havelock, nella finzione, ha fatto quello che da anni le democrazie occidentali, e il nostro paese in particolare, stanno tentando di fare: delegare le soluzioni dei problemi sociali ad altri soggetti differenti dallo stato. Soggetti che spesso sono la causa stessa dei problemi.

Un esempio su tutti le banche. Lo Stato ha delegato alle banche il sostegno alle imprese e ai consumi togliendo le restrizioni sul credito e incentivando la nascita di finanziarie, la concessione di prestiti e l’emissione di carte di credito.

Il risultato?

E’ sotto gli occhi di tutti, le banche a forza di concedere crediti son crollate, i consumi son crollati, molte aziende sono fallite e adesso ci troviamo con una nazione paralizzata e indebitata.

Speriamo solo che al buon Havelock Vetinari vada meglio.

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Riflessioni e Pensieri
Tags
assassini, banche, Crisi, glida, havelock, italia, ladri, mondo disco, Pratchett, Terry, vetinari
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

A.A.A. Creatività Cercasi

Dario | 7 gennaio 2011

Sono un discreto e critico spettatore di serie tv. Le trovo, quelle che meritano, prodotti culturali affascinanti oltre ad essere, sempre in alcuni casi, pura manifestazione creativa. Ma quando leggo certe cose mi viene la depressione.

Vengo e mi spiego.

Il network americano “The CW” che produce, tra le altre cose, svariate serie tv quali Supernatural (dark e ironica al punto giusto con una buona dose di inventiva) e The Vampire Diaries (che definire una schifezza è far torto alle schifezze) ha commissionato nuovi soggetti per nuove serie tv. Per la stagione televisiva 2011, infatti, tre serial al momento trasmessi dalla tv via cavo statunitensem, verranno cancellati di conseguenza c’è bisogno di carne fresca da piazzare sul barbecue televisivo. Degli 8 pilot ordinati sono già emerse le prime, avvilenti, informazioni. Iniziamo con ordine:

  • I diari delle streghe della nuova Stephenie Meyer, ovvero Lisa J. Smith. Costei, dopo aver scritto caterve dei romanzi su vampiri, streghe e banali mostruosità negli anni 90 ha ricominciato a produrre(non scrivere, c’è differenza) libri attorno al 2007 quando il triste fenomeno Twilight iniziava ad esplodere. Che coincidenza! In ogni caso, con questa iniziativa, CW scommette su un cavallo per ora (purtroppo) vincente. Cambia il soggetto, ma probabilmente la solfa, banale e scontata, sarà sempre quella.
  • Hawkshaw ovvero Sherlock Holmes in salsa teen. Il povero investigatore privato inglese, noto cocainomane e tabagista (ma oggi non si può dire perchè non è “politically correct”), viene nuovamente riesumato e si reincarnerà in un ragazz0 di 20 anni (sperando che non segue le orme dell’illustre antenato). Che Emozione!
  • Chloe ovvero la solita, melensa, trita e ritrita storia di redenzione americana. Chloe è la classica ragazza difficile, che vive da parassita truffando gli onesti americani che, in tempi di crisi globale, cercando di sopravvivere. Brutta, cattiva Chloe, non si fanno queste cose!! La fanciulla, in quanto nemica della collettività, farà una brutta fine, ma dato che gli yankee sono tutti buoni e bravi tornerà sulla terra come “agente del divino sotto copertura”. Mistico non c’è che dire!
  • Raven ovvero anche i fumetti sconosciuti meritano notorietà. Raven è un personaggio creato da Marv Wolfman (il creatore di Blade per intenderci) ed è una mezza demone dalla psiclogia molto complessa. In occasione dei suoi trent’anni, qualcuno ha deciso di riesumarla e di trasformarla in una serie tv. Innovativo!

Al di là del facile sarcasmo, quello che resta, dando un’occhiata a questi progetti e ad alcune serie tv in onda per ora, è il nulla, il vuoto cosmico.

Nessuna idea nuova o innovativa, nessuno capace di osare o di cambiare le regole del gioco, solo piattume creativo asservito alle logiche di mercato. Poi, i padroni di network si domandando sgomenti perchè le serie tv non hanno audience. Forse perchè la minestra scaldata dopo un pò nausea anche gli stomaci più forti?

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Parole in libertà
Tags
creatività, cw, serie tv, streghe, supernatural, tv, USA, vampire diaries, vampiri, yankee
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Siti Amici

  • Camminando Scalzi.it
  • Drowning into Chocolate
  • Edizioni Smasher
  • Evviva la vita!!!
  • F’s Kitchen – A blog dedicated to Daredevil, The Man Without Fear
  • Giulio Ganci Personal Site
  • I Palati Elisi
  • Il Mondo di Soraya
  • La vita è un sogno
  • Llizzah’s space
  • Nuovo Giangurgolo
  • O Paraiso do Mundo
  • On an Island
  • Pagine Grigie
  • Patanjalifreethinker’s Weblog
  • Roberto’s Blog – La vita va vissuta fino in fondo
  • Room 112
  • Sicilia Planet
  • SNI – Spazio Notizie Inutili
  • Wiki Serial – Il portale delle serie TV…dove contribuisci anche tu

Categorie

  • "Lo Scherzo Infinito"
  • Archeologia Industriale
  • Camminando Scalzi.it
  • Cronache Torinesi
  • Geoglobo
  • Le Campane dell'Inferno
  • Musica
  • Notizie e politica
  • Parole in libertà
  • Poesia
  • Poldo for President
  • Racconti
  • Recensioni
  • Riflessioni e Pensieri
  • Senza categoria
  • Storie Italiane

Commenti recenti

  • Cristi su Favoletta – Il Re dell’Alto Castello
  • Gabriella La Nunziata su La Grande Sconfitta
  • Luca su La Grande Sconfitta
  • Luigi su “Lo Scherzo Infinito” 4° puntata
  • Gabriella La Nunziata su E’ un brutto giorno per la democrazia

Articoli recenti

  • La pioggia del Sud non fa rumore
  • Le grandi sfide di Mario Monti
  • Italia di serie A e di serie B…anche nelle disgrazie
  • Benvenuti al Sud
  • Intercettazioni: Il Governo ci riprova, Wikipedia protesta

Meta

  • Collegati
  • Voce RSS
  • RSS dei commenti
  • WordPress.org
rss Commenti RSS valid xhtml 1.1 design by jide powered by Wordpress get firefox