Cavalcare l’onda
Dario | 18 luglio 2011Sono consapevole che quello che scriverò in questo breve articoletto susciterà l’ira, l’indignazione e lo sdegno nei tre lettori sparuti che ancora frequentano questo angolo di Cyerbspazio. Epiteti come venduto, ingenuo, servo del sistema etc me li aspetto da tutti coloro ai quali sottoporrò i pensieri e le idee che sto per scrivere qui.
In questi giorni si fa un gran parlare del nuovo “eroe” della rete, il Julian Assange de noaltri, colui che sta rivelando i segreti della “Casta”, nome con il quale vengono ormai definiti tutti gli esponenti della classe politica.
Il gruppo su facebook, il blog, l’account twitter di questo anonimo personaggio stanno spopolando e stanno raccogliendo sempre più consensi tra il popolo della rete.
Anche io, spinto dalla curiosità, ho dato un’occhiata alle “rivelazioni” del blogger, al momento, più famoso d’Italia e, dopo un brevissimo iniziale entusiasmo, ho iniziato a nutrire qualche dubbio. Non sulla veridicità o meno delle affermazioni, che personalmente non posso verificare, quanto per le modalità comunicative con il quale sta diffondendo questi contenuti.
Partiamo dal movente. Il nostro anonimo amico, novello eroe italico, non è spinto da moventi morali o da spirito di giustizia. Lo ammette lui stesso, era un precario, probabilmente ex galoppino di qualche parlamentare, che ha perso il posto e che, per ripicca, sta sputtanando tutto e tutti. In parole povere è un soggetto che voleva far parte del sistema ma che ne è stato respinto. Se il nostro “eroe” fosse stato assunto a tempo inderminato e con lo stipendio principesco che, denuncia lui, prendono i dipendenti dei palazzi, il blog “I segreti della Casta”, non sarebbe mai esistito.
Altra considerazione riguarda l’anonimato. Il nostro “eroe” è così eroico da non firmarsi, da non metterci la faccia nè rischiare il suo eroico culetto. Quanto meno Julian Assange ha messo nome, cognome, faccia e sta rischiando la galera. Il nostro blogger, da dietro uno schermo si limita a scrivere articoli.
E sulla qualità e sui contenuti di questi si potrebbero sollevare parecchie obiezioni. Non vengono mai fatti nomi di politici (chi è il politico che ha assunto i barbieri? E quello che si faceva mandare le lettere anonime? Chi denuncia i furti nel Transatlantico), i fatti raccontati sono, finora, generici e, se escludiamo la foto riguardante le tariffe Telecom, non ci sono altre prove documentali. Non vengono proposte cifre o riferimenti dettagliati. Il tutto spesso tende ad assomigliare ad un riassunto, malfatto, del libro di Rizzo e Stella.
Per aggiungere un pò di pepe e aumentare il pathos e la sua aura di nemico del sistema, il nostro “eroe” dichiare di aver ricevuto avvisi e segnalaziono da facebook e, per evitare che il social network (servo del sistema) possa oscurarlo, ha deciso di creare un accont twitter e un blog dove continuerà a lanciare i suoi strali contro i cattivoni di turno. Anche per uno non avvezzo a tecniche di comunicazione, risulta chiaro come la “persecuzione” di facebook, vera o finta che sia, ha lo scopo di aumentare il senso di vicinanza e complicità tra l’eroe e i suoi lettori, arrivando a trasmettere l’idea che il nostro combattente per la libertà stia “rischiando” pur di portare avanti la sua battaglia.
Queste sono alcune mie personali riflessioni sul blog “I segreti della Casta” e sul suo “eroico” redattore. Cosa penso? Penso che il nostro anonimo scrittore sia un furbastro rancoroso che stia cavalcando l’onda dell’indignazione pubblica contro la classe politica. Una coincidenza su tutte mi porta a pensarla così: la pagina su facebook e il blog nascono contetstualmente alla finanziaria appena approvata in parlamento, finanziaria che salvaguarda tutti i benefici di cui godono attualmente i nostri polici.
Nessuna battaglia, nessun intento morale, nessuna volontà di giustizia, solo benzina su un incendio che rischia di diventare incontrollabile.







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