Archeologia Industriale – Lo Scalo Piccola Velocità di via Santa Cecilia
Dario | 18 agosto 2011Vi era un tempo una Messina molto diversa da quella odierna. Si trattava di una città produttiva, attiva nei commerci, nell’industria, un polo culturale di assoluta rilevanza nazionale e persino internazionale.
Di questa splendida eredità, oggi, ne rimangono solo poche vestigia, spesso abbandonate e sconosciute. La città odierna si è sviluppata in tutt’altra direzione, imboccando la discutibile la strada del terziario legato al pubblico impiego. Si è trattato di una scelta, sicuramente improduttiva, ma soprattutto “facile” per risolvere il problema della disoccupazione e per garantire la pace sociale. Una scelta ha avuto l’effetto distorsivo di spazzare via lo spirito imprenditoriale messinese, legando sempre di più le poche imprese sul territorio a interessi politici o alla presenza di uffici e strutture pubbliche.
La lenta e progressiva erosione dei posti di lavoro nella pubblica amministrazione e l’assenza di una vero e proprio ceto imprenditoriale capace di investire i propri capitali in aziende produttive e professionalità è senza dubbio la causa principale del desolante declino della città di Messina.
Questo piccolo spazio vuole, a modo suo e con testimonianze fotografiche, raccontare la storia di una Messina attiva e produttiva, attraverso, ahimè, i suoi resti, la sua archeologia industriale e non.
Iniziamo con un piccolo e breve esempio.
Scalo Merci Piccola Velocità di Messina
Come in quasi tutte le città medio-grandi, anche Messina era dotata di uno scalo Merci ferroviario differenziato. Le vecchie Ferrovie dello Stato distinguevano tre categorie di servizio merci:
- GV: Grande Velocità: Era un servizio di trasporto per merci urgenti, spesso utilizzato per il trasporto di bagagli o plichi postali prioritari. I servizi GV sono stati dismessi agli inizi degli anni 90 soppiantati dal trasporto gommato e dai corrieri aerei.
- VO: Velocità Ordinaria: E’ l’attuale servizio merci ancora in esercizio che prevede l’invio di convogli eterogenei tra due o più scali merci abilitati.
- PV: Piccola Velocità: Era un servizio merci capillare, per piccolo collettame e per spedizioni in ambito locale\regionale. Veniva effettuato con appositi treni chiamati Raccoglitori che, in orari notturni, fermavano in tutte le stazioni dotate di tronchino merci per caricare e scaricare. Tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, la politica di tagli voluta dalle FS per risanare le casse dell’ente portò alla soppressione di moltissimi scali merci e di conseguenza dei treni raccoglitori. Attualmente Trenitalia Cargo, società del gruppo Trenitalia addetta al trasporto merci, non effettua servizio Piccola Velocità nè utilizza treni raccoglitori.
Messina, fino agli anni 90 era dotata di uno scalo merci adibito alla Velocità Ordinaria dotato di nove binari e una gru a portale per il carico\scarico dei container, di uno scalo merci Piccola Velocità dotato di tre binari con relativi piani caricatori e un grande scalo di smistamento con oltre venti binari, situato a sud nei pressi di Contesse.
Tutta l’infrastruttura era concepita per raccogliere e gestire il traffico merci proveniente dalle due direttrici Messina – Palermo e Messina – Catania e instradarlo verso il continente attraverso le navi traghetto.
La prima infrastruttura ad essere dismessa, negli anni novanta, fu proprio lo Scalo Piccola Velocità i cui depositi, un tempo affollati di spedizionieri furono gradualmente abbandonati e i binari utilizzati per accantonare vagoni merci e altro materiale rotabile.
Con il nuovo millennio, la mannaia dei tagli si abbattè sullo scalo di smistamento di Contesse, già ridimensionato negli anni 80 e all’epoca utilizzato quasi esclusivamente come deposito carri.
Attualmente resiste, ma molto ridimensionato e in cattive condizioni, lo scalo merci a Velocità Ordinaria, scarsamente frequentato e probabilmente prossimo alla dismissione.
Lo scalo Piccola Velocità viene ancora oggi utilizzato come deposito logistico da alcuni piccoli corrieri che operano su Messina e Provincia e solo su gommato.
Un triste destino per un’infrastruttura che fino a qualche decennio fa caricava e spediva sul continente le eccellenze locali, come vini, essenze agrumarie, agrumi e che oggi, per il collassare dell’economia cittadina e per discutibili politche gestionali di Trenitalia, si trova quasi in stato di abbandono.









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