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Tristezza

Dario | 18 Giugno 2009

Vorrei raccontare un aneddoto, venendo meno alla promessa fatta a me stesso di inserire poco o nulla della mia vita privata qui. Questo episodio però mi ha troppo inquietato e non posso fare a meno doverlo condividere con qualcuno.

Inquadriamo il contesto.

Fermata dell’autobus, siamo in quattro ad attendere un bus, io incazzato nero che guardo con rabbia cieca il mio numerino da salumeria rifilatomi dall’ufficio dell’Eni (il mio numero è il 548 e quando sono andato via “servivano” il numero 41)e questi tre ragazzi che non potevano fare a meno di urlare a squarciagola i fatti loro, disinteressandosi se la signora al quinto piano del palazzo di fronte riuscisse a sentirli nonostante il traffico.

Inquadriamo ora i fatti.

I tre ragazzi in questione si trovano accanto a me e le loro figure offrono già uno spettacolo depressivo: sono vestiti come aspiranti truzzi (o zarri, o tamarri o zaurdi a seconda della definizione dialettale regionale), con varie cinture borchiate, piercing a naso e labbro (erano liceali), pantaloni al ginocchio (nel senso che il cavallo era all’altezza del ginocchio) con cappellini da baseball intrisi di sudore, barbe adolescenziale malfatte e occhiali da sole dalle esteticamente discutibili montature. Ad un tratto il dinamico terzetto urlante viene raggiunto da una ragazza, probabilmente coetanea, quasi sicuramente una compagna di classe che appena giunta inzia ad urlare “Ma lo sapete che Monica si è fatta il Giamba?”, frase che ha suscitato la gioia della signora del secondo piano intenta ad annaffiare i gerani del suo balcone. Il gossip portato dalla fanciulla con il piercing all’ombelico (una liceale!) riattiva le mai sopite urla dei ragazzi che iniziano a dibattere con parole dolci e comprensive sulla moralità della povera Monica e di questo Giamba. Cerco di isolarmi dal gossip con il mio fido Ipod ma all’improvviso, tra le note di una canzone degli Aerosmith mi giunge una parola magica, “Grande Fratello”. Spegno l’Ipod ed inizio ad ascoltare. Il quartetto in questione a quanto ho capito si è iscritto alle selezioni del Grande Fratello che si terranno a Torino a fine mese e quanto mi è dato di capire metà della loro classe si è iscritta insieme a loro. A sconvolgermi però non è la notizia in sè, del resto all’ultimo Grande Fratello non so quante migliaia di italiani si son presentati, ma il fatto che questi sbarbatelli di 18\19 anni oltre a pensare a quali personaggi costruirsi dentro la casa, pensavano e dibattevano su cosa fare all’interno, quale “modello” imitare, dove per modello si intende uno dei reclusi delle passate edizioni. Si trattava di un dibattito accalorato, serio, con proposte e confutazioni motivate, quasi come un dibattito accademico sulla validità attuale del Rasoio di Occam (che i fanciulli in questione credo ignorino). A titolo esemplificativo dell’altezza filosofica ed intellettuale del dibattito vi riporto, quasi letteralmente uno scambio di battute.

Ragazzo con il berretto sudato: Io quando sono dentro, il primo giorno provo a scoparmi la più carina, così mi prendo i voti degli italiani, difendo la virilità del maschio.

Ragazza con il piercing: E se questa non te la da che fai? Fai il coglionazzo in diretta tv.

Ragazzo con il berretto sudato: Me la da perchè gli conviene, lo sai al Grande Fratello, se non la dai non conti nulla, non passi il televoto.

Ragazzo con la cintura borchiata: Si ma perchè dovrebbe darla a te che sei più brutto della fame? Ci saranno ragazzi più belli di te.

Ragazzo con il berretto sudato: Ma tu che cazzo ne sai? Se ti prendono che cazzo fai? Non ci provi pure tu con la figa della casa?

Ragazzo con la cintura borchiata: Forse, ma forse farò come ha fatto Vittorio. Il coglione che faceva ridere tutti, magari riesco anche a farmi qualcuna al contrario suo.

Ragazzo con la maglietta degli Helloween: Ma quante seghe vi fate, intanto vediamo se ci prendono, sarebbe figo entrare tutti insieme.

Ragazza con il Piercing: Una bella banda di pici, ma che cazzo dovete fare? Io se vengo presa non la darò a nessuno e vincerò perchè agli italiani non piace più il puttanone.

Ragazzo con la maglietta degli Helloween: Ma allora non hai capito un cazzo.

E via così per almeno quindici minuti, il tempo che ha impiegato il bus per raggiungermi  e portarmi via da quel bozzolo di tristezza cosmica.

Io non sono un perbenista nè mi scandalizzo per il linguaggio colorito, però sentendo certi discorsi mi è salita in gola una tristezza enorme. Ho pensato a tante altre fermate di autobus con ragazzini di 18\20 anni intenti a parlare del Grande Fratello, in tutta Italia. Dalla Val d’Aosta alla Sicilia. Ho avuto l’ennesima conferma che non esistono più idee, progetti, aspirazioni che abbiano una parvenza di serietà ma al contrario esiste la spettacolarizzazione, il dominio dello show business sul merito e sul talento. Uno show business che ti apre tante porte con estrema facilità, che ti permette di scalare la vetta della notorietà mostrando le tue chiappe in diretta tv, ti consegna i tuoi 15 minuti di celebrità di wahroliana memoria con il minimo sforzo ed il minimo investimento. Una grande illusione, dove tutto sempre facile e che spesso nasconde con un velo di dolcezza una realtà ben più deprimente.

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Giovani, Grande Fratello
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Sclering

Dario | 4 Febbraio 2008
Sono forse l’esempio vivente di quanto può essere deleterio lo studio quando viene preso con il metodo sbagliato. Sarà che ultimamente sento su di me una pressione insopportabile,sarà che mi mancano poche materia all’agognata fine degli studi universitari,sarà anche che il mio umore ultimamente ha più sbalzi del solito ma ultimamente la mia vita è stata decisamente monocorde.Dal mio ritorno a Torino mi sono dedicato quasi esclusivamente agli esami universitari con furia disperata,mettendo da parte amici,vita sociale,divertimento,scrittura e cultura e anche un pò amore,cioè tutte quelle cose che solitamente riempiono la mia vita. E’ stata una scelta radicale fatta inconsciamente,mossa dalla voglia di laurearmi e dalle pressioni di cui sopra. Non vedo l’ora che arrivi giorno sette e l’ultimo esame di questo devastante turn over dal quale uscirò più magro,più esaurito e forse più solitario :(…Su quest’ultimo punto spero di no,spero anzi di riprendere i contatti con tutte le persone che ho ingiustamente abbandonato e che forse (più o meno) hanno sentito la mia mancanza.
Ad ogni modo questa specie di reclusione forzata terminerà giorno sette febbraio…da giorno otto si ricomincia a vivere…
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Fall to pieces…

Dario | 30 Giugno 2006
Come dice il titolo…sto proprio cadendo a pezzi…sono mentalmente stanco e prostrato ed ancora il turnover degli esami è lungo…oggi ho messo un altro tassello portando a casa un 27(Mi sono abbonato ormai) in Teorie e tecniche della comunicazione pubblicitaria…ma a che prezzo…la mia frase più intelligente dopo l’esame è stata "Quando i romani fanno ahooooooo….so cazzi tuaaaaaaa"…
Questo per farvi capire quanto studiare nuoccia gravemente alla salute…specialmente quella mentale…
Al momento attuale giaccio in stato vegetativo davanti al pc pronto a lanciarmi a letto…metterò il concerto numero 2 per pianoforte e orchestra di Rachmaninov e cadrò tra i veli di morfeo…il mondo per ora e per me finisce qui…forse tra qualche ora…tornato ad una condizione più umana potrò riprendere in considerazione l’idea di vivere e di pensare qualcosa d’intelligente..
Con Tanti Nobili Saluti…
Breakout - Foo Fighters
You make me dizzy running circles in my head
One of these days I’ll chase you down
Well look who’s going crazy now
We’re face to face my friend,
Better get out
You know you make me break out
I don’t want to look like that
You can see this on my face
It’s all for you
The more and more I take
I break right through
Therapy still scares me
Putting me on my back again
I may be crazy, little frayed around the ends
One of these days I’ll phase you out
Burn it in the blast off watching me crawl away
Try to get out

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Compleanno +

Dario | 19 Giugno 2006
Tanti Auguri a meeee
Eh già il Conte Emigrante oggi tocca il traguardo dei 24 anni e si avvicina al quarto di secolo.Come ogni compleanno sono un pò triste.Questa festa simbolica dove si festeggia l’invecchiamento,la fine della gioventù ogni volta mi da la sensazione che su questa terra,in questa vita ho sprecato un tempo incredibile che sicuramente potevo impiegare in modi molto migliori…oggi cmq è un giorno di festa e non di trip mentali…ho affrontato all’orale il Dio della Linguistica ed il risultato è stato soddisfacente…ho preso un bel 27 che preso con lui vale come un trenta e lode…sono veramente contento e stasera inoltre si andrà in pizzeria a festeggiare il mio essere diventato più grande, più maturo e più vecchio…
Con tanti affettuosi Nobili Saluti
Peace&Love for All
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Tranquillità,serenità e ottimismo…

Dario | 17 Giugno 2006
Queste tre parole che prima mi sembravano sconosciute stanno entrando prepotentemente nel vocabolario della mia vita e non posso che esserne soddisfatto.Lunedì mi aspetta l’orale di linguistica, ma dire che sono ottimista è dire poco inoltre giovedì ho preso un 27 in Letteratura Italiana Contemporanea. Me la passo discretamente insomma,gli altri esami saranno a fine mese e i primi di luglio e poi via a casa a Messina.La mia voglia di mare di granite e di tanto altro  è gigantesca e non vedo l’ora di salire su quello stramaledetto treno…ormai i giorni della mia permanenza a Torino son pochi…
Peace&Love for All gente
My Hometown - Bruce Springsteen

I was eight years old and running with a dime in my hand
Into the bus stop to pick up a paper for my old man
I’d sit on his lap in that big old Buick and steer as we drove through town
He’d tousle my hair and say son take a good look around this is your hometown
This is your hometown
This is your hometown
This is your hometown

In `65 tension was running high at my high school
There was a lot of fights between the black and white
There was nothing you could do
Two cars at a light on a Saturday night in the back seat there was a gun
Words were passed in a shotgun blast
Troubled times had come to my hometown
My hometown
My hometown
My hometown

Now Main Street’s whitewashed windows and vacant stores
Seems like there ain’t nobody wants to come down here no more
They’re closing down the textile mill across the railroad tracks
Foreman says these jobs are going boys and they ain’t coming back to your hometown
Your hometown
Your hometown
Your hometown

Last night me and Kate we laid in bed
talking about getting out
Packing up our bags maybe heading south
I’m thirty-five we got a boy of our own now
Last night I sat him up behind the wheel and said son take a good look around
This is your hometown


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